• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

I passamontagna di Torino sono segnali di strategia eversiva o di guerra ibrida per destabilizzare l’Italia? Non solo hacker, spie e agenzie casalinghe

03/02/2026
in Articoli
Reading Time: 3 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

Sembrava di sentire Giorgia Meloni, e attraverso di lei, Donald Trump, quando il Ministro degli Interni, Piantedosi, ex prefetto, politicamente radicalizzato e conformato, nel suo intervento alla Camera ha proclamato che il pestaggio di un agente durante la manifestazione di Torino per protestare contro la chiusura di un centro sociale “extraparlamentare”, proclama che “siamo in presenza di una sistematica strategia di eversione dell’ordine sociale democratico”. In realtà era di fatto un prologo al prossimo decreto sicurezza, il terzo del governo Meloni, a conferma che i precedenti non sono serviti a niente.

Riavvolgiamo il nastro. I fatti di Torino sono stati provocati da anarchici nichilisti violenti provenienti anche da altri paesi europei, ed un vecchio nucleo di black-block, che da due decenni imperversano in Piemonte adottando metodi di guerriglia contro lo Stato, a cominciare dalla secolare battaglia No-Tav. L’assalto, recente, alla redazione del quotidiano “La Stampa”, è l’azione più inquietante e violenta di questo grumo violento, all’indomani della grande mobilitazione popolare in centinaia di città italiane, a favore della Palestina e contro la destra religiosa al governo d’Israele, cui vengono addebitati 70 mila morti circa. Gli incidenti provocati nel corso degli affollati cortei che protestavano contro la politica di cooperazione dell’Italia con Israele, hanno offerto alla Presidente del Consiglio, lo strumento per fare di milioni di italiani scesi in piazza, un’area del crimine organizzato.

Il pericolo che la manifestazione di Torino fosse un’azione condotta nell’ambito di una strategia dell’eversione dell’ordine sociale, come denuncia Piantedosi, avrebbe dovuto suggerire che essa non fosse autorizzata in considerazione dell’estrema gravità delle sue motivazioni. Le questure italiane non autorizzano funerali né processioni nel caso in cui si temano disordini ed incidenti.

Il Ministro degli Interni nel suo intervento alla Camera dei deputati ha detto di essere stato informato che la manifestazione sarebbe stata “una resa dei conti” con la polizia, in risposta alla chiusura del centro sociale. Le buone ragioni dei divieto c’erano tutte.

Se si è deciso di autorizzarla, si era convinti che avrebbe potuto essere vigilata, controllata, “custodita” entro il perimetro dell’ordine pubblico? E’ sfuggita di mano? Le maglie erano troppo larghe? Le violenze sono state giudicate politicamente…accettabili?

Sono stati arrestati, a quanto pare, 700 persone. Una liturgia. Ma quanti ne sono stati trattenuti? Nessuno o pochi, segno che verso gli arrestati non c’erano accuse di flagranza di reato?

Occhio al movente, vale la pena di prestargli attenzione.

Quali sono gli obiettivi della protesta violenta e del disordine? La “vendetta” verso l’ordine di chiusura del Centro sociale torinese?

Chi vuole la sua riapertura, nuovi spazi per la socialità, non può creare le condizioni perché questo obiettivo si allontani definitivamente. Ben chiaro e assai prevedibile sarebbe stato il day-after: maniere forti, restrizione del dissenso e sua strumentalizzazione politica. L’attribuzione alla sinistra di una intelligenza, organica o meno, con l’eversione, assicura dividendi alle urne. Ne consegue che il “nemico” della sinistra è la violenza, il “passamontagna”, la schermatura, l’anonimato dei violenti, e le loro motivazioni.

Il contesto, infine: la vigilia dell’ennesimo decreto sicurezza, lo sdegno planetario (e molto italiano), contro i metodi dell’amico americano, messi in atto dalla milizia presidenziale, l’ICE.

Possiamo escludere che questa rete di anarchia nichilista sia infiltrata, secondo una antica profezia dell’ex Presidente Cossiga? Siamo sicuri che la cosiddetta “guerra ibrida” venga combattuta solo attraverso hacker, sabotaggi, sofisticate tattiche spionistiche – già acclarate e denunciate nelle sedi istituzionali dal Ministro della Difesa Crosetto, in questa circostanza molto severo ed allarmato verso i violenti di Torino – e abbiano mandanti interessati a destabilizzare il nostro Paese, ritornato sulla faglia “di mezzo”, come negli anni del terrorismo rosso e nero, abbondantemente infiltrato?

Se avessimo una Costituzione “colabrodo” come quella americana, le parole del Ministro Piantedosi avrebbero abbondantemente giustificato l’emanazione dell’insurrection-Act, leggi speciali, che cancellano competizioni elettorali e consegnano all’esercito ed alle polizie poteri eccezionali: la fine della democrazia, che negli USA viene annunciata da centinaia di decreti presidenziali emergenziali e dalla sistematica violazione dei poteri di controllo.

In Italia le intenzioni, qualunque esse siano, rimangano intenzioni, grazie alla Carta costituzionale, ma la percezione, giusta o sbagliata, che esse possano ambire a svolte epocali, basta ed avanza per obbligarci all’allerta, operosa e responsabile, condannando e denunciando ambiguità e silenzi, da qualunque parte politica traspaiano.

I decreti sicurezza, così come la messa sotto accusa politica dei magistrati da parte del governo, legittimano una vigilanza preventiva.

 

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: anarchiciaskatasunablack-bockcentro socialedecretiemergenzialieversioneinfiltratiminsurrection-Actnichilistipassamontagnapiantedosisicurezzasistematicatorino

Related Posts

La memoria ricorda ciò che vuole, dimentica ciò che non sopporta, riscrive gli eventi
Articoli

Gli affari del mondo e quelli di casa. Se la Sicilia non conta niente…

13/02/2026

Una cara amica mi rimprovera, con quella levità che ferisce più di una polemica, di trascurare la Sicilia nelle vicende...

Uno straordinario caso di buon giornalismo: Tiziana Panetta corregge Giubilei su La7. Merita il premio Pulitzer per come stanne le cose
Articoli

Trump, il predatore senza prede… Le prede sono diventate meno vulnerabili e più rare, e la foresta pullula di competitori e di nemici

12/02/2026

(di Pino Arlacchi) L’anima estorsiva e plutocratica degli Stati Uniti espressa da Trump che lascia ai gonzi il credo dell’America...

Ucraina, Minneapolis, Gaza…I reporter ammazzati, licenziati, rimpiazzati dai social al servizio del potere dominante..
Articoli

Ucraina, Minneapolis, Gaza…I reporter ammazzati, licenziati, rimpiazzati dai social al servizio del potere dominante..

11/02/2026

Nei tre anni di guerra a Gaza, i giornalisti non hanno potuto mettere piede. Stessa cosa nell’Ucraina invasa dai russi,...

Lo scambio di amorosi sensi fra Donald e Vladimir, mentre si muore in Ucraina e Gaza. Pace finta e affari veri
Articoli

Putin subisce 1,2 milioni di perdite, conquista il 20 per cento dell’Ucraina. Sarebbe cacciato a pedate in un paese democratico

09/02/2026

Nel racconto ufficiale del Cremlino e in quello, più sorprendente, di alcuni commentatori occidentali, la guerra in Ucraina sarebbe ormai...

Jeffrey Epstein è morto, la Fabbrica del Ricatto è viva e vegeta. I Files sono in mano a Trump. Valgono più delle testate nucleari. Chi ricatta è ricattato?  
Articoli

Jeffrey Epstein è morto, la Fabbrica del Ricatto è viva e vegeta. I Files sono in mano a Trump. Valgono più delle testate nucleari. Chi ricatta è ricattato?  

07/02/2026

La Fabbrica del Ricatto è nata in una isola privata, Little St. James Island, Isole Vergini americane, ed è stata...

Il doppio standard del governo: le folle degli stadi estranei ai crimini dei delinquenti, le folle dei cortei complici
Articoli

Il doppio standard del governo: le folle degli stadi estranei ai crimini dei delinquenti, le folle dei cortei complici

06/02/2026

Negli stadi il principio è chiaro, quasi ovvio: i delinquenti sono riconoscibili. Hanno nomi, volti, precedenti, spesso appartenenze organizzate. Nessuno,...

Next Post
Il generale non è solo. La guerra ibrida si colora, daltonismo insospettabile del governo. Chi finanzia Futuro nazionale?  

Il generale non è solo. La guerra ibrida si colora, daltonismo insospettabile del governo. Chi finanzia Futuro nazionale?  

Il doppio standard del governo: le folle degli stadi estranei ai crimini dei delinquenti, le folle dei cortei complici

Il doppio standard del governo: le folle degli stadi estranei ai crimini dei delinquenti, le folle dei cortei complici

Jeffrey Epstein è morto, la Fabbrica del Ricatto è viva e vegeta. I Files sono in mano a Trump. Valgono più delle testate nucleari. Chi ricatta è ricattato?  

Jeffrey Epstein è morto, la Fabbrica del Ricatto è viva e vegeta. I Files sono in mano a Trump. Valgono più delle testate nucleari. Chi ricatta è ricattato?  

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati