Il sesso può prevenire il cancro alla prostata, sostiene Bernardo Rocco, pioniere della chirurgia robotica, sul Corriere della Sera. La notizia, avvvalorata da studi scientifici (European Urology), detta così, appare una beffa sanitaria. Quando mai piacere e dovere convivono?
Bernardo Rocco non è un edonista in pensione, né un filosofo del piacere, ma un urologo di fama, che ha frequentato più sale operatorie che salotti televisivi. Va preso in considerazione, dunque. Al pari delle reazioni che la notizia suscita fra gli agée e gli altri: rammarico, rabbia, incredulità, scetticismo?
Il rimorso tardivo potrebbe essere il sentimento prevalente; il “verdetto” dell’urologo, un buon alibi per forzare la mano. Non è un comandamento, non una ricetta, un lasciapassare per la vanità maschile, semmai un indizio: la prostata, organo silenzioso e spesso trascurato, gradirebbe non essere dimenticata troppo a lungo.
La reazione maschile, naturalmente, merita un discorso a parte, è più colorita, meno razionale, meno…dignitosa. C’è il rammarico: “Se me lo dicevano prima…”. C’è la rabbia retroattiva verso i decenni perduti, le occasioni mancate, le virtù inutilmente praticate; l’incredulità dell’uomo prudente, che ha sempre sospettato il piacere di essere una trappola e scopre, tardi, che poteva essere almeno un coadiuvante. C’è lo scetticismo del coniuge, più spesso della coniuge, che davanti alla improvvisa vocazione preventiva del marito domanda: “Da quando ti occupi così seriamente di salute pubblica?”. E lui: “Dunque ho sbagliato tutto. Ho resistito dove dovevo cedere, ho ceduto dove dovevo resistere, e soprattutto non ho mai saputo distinguere fra peccato, pigrizia e prevenzione.”
C’è poi il rimpianto che non si può confessare nemmeno al bar: “Quante sere buttate davanti a un talk show, mentre la scienza, silenziosamente, mi aspettava altrove.”E quello coniugale, più pericoloso:“Adesso come glielo spiego? Che non era insistenza, desiderio tardivo…?”
Il rammarico fuori tempo massimo ha sempre un tratto grottesco: vorrebbe rifare la vita, ma non per amore, non per avventura, non per giovinezza.“Ho vissuto nell’ignoranza. Ho lasciato che la prostata conducesse una vita monastica senza nemmeno chiederle se fosse d’accordo.” Fra accondiscendenza velata e resistenza affettata c’è tutto un piccolo teatro domestico. L’accondiscendenza velata è quella di chi dice sì senza concedere vittoria. Non aderisce: autorizza. Non partecipa: permette.
Il pensiero più maschile, però, è un altro: non riguarda la salute, ma l’occasione perduta. “Per anni mi hanno detto: pensa ad altro. E io, ingenuo, ho pensato davvero ad altro.” Infine c’è il rammarico assoluto: “Non mi pento dei peccati commessi. Mi pento, semmai, di quelli che ho lasciato prescrivere.” Dentro c’è l’intero archivio: le scuse, le improvvise stanchezze, le richieste maldestre, le promesse di romanticismo finite davanti al frigorifero aperto.
Naturalmente c’è il rischio è che la notizia produca una categoria di ipocondriaci erotici. Il sesso non è una polizza sanitaria. Non sostituisce il medico, non cancella l’età, non assolve la pigrizia, non redime gli eccessi, non garantisce nulla. Però consola.Quanto all’urologo, Bernardo Rocco, il fatto che sia un pioniere della chirurgia robotica aggiunge un dettaglio irresistibile. “Non poteva che pensarla così chi vive fra robot.”








