Mezza Italia paga per l’altra mezza Italia. Parliamo di tasse: il 48% degli italiani (24,8 milioni) non paga l’Irpef. Il 18,8% degli italiani paga il 65% dell’Ipef. Meglio occuparsi del Burka, la questione è seria, ma non è grave. “Ogni anno arriva il giorno in cui un italiano adulto su tre scopre di essere fesso”, commenta Massimo Gramellini (Corriere della Sera, 25.9.26). “Non che non lo sapesse già, però la pubblicazione annuale del rapporto sulle dichiarazioni dei redditi trasforma la sensazione in certezza. Uno paga, due no. Eppure, primo paradosso, nessuno li chiama ladri. Furbi, casomai. Il secondo paradosso è che anche quei due utilizzano le scuole e gli ospedali pubblici…”
Se ci sono i furbi, vuol dire che ci sono i fessi, quelli che pagano e, soprattutto, non si lamentano: i furbi vanno rispettati, lodati, invidiati. Cornuti e mazziati? No, cornuti e contenti, piuttosto. Sentire dal pulpito autorevole (comizio Giorgia Meloni), che il pizzo di Stato, cioè le tasse, va avversato, fa incassare voti alle urne. E mettersi di traverso sui limiti all’uso del contante, strumento utile per sfangare l’evasione fiscale, è prova di pragmatismo, buon senso. Non si rischia di essere linciati dai fessi paganti, ma si arruola alla “buona causa” ben undici milioni di italiani, cioè i furbi invidiati e rispettati dai fessi, cui il prelievo delle tasse viene somministrato ancor prima di ricevere lo stipendio.





