Golpe rosso e togato alle porte: un giornale di governo evoca lo scenario da incubo: “l’inchiesta che farà ballare la maggioranza” e il commissariamento di Palazzo Chigi. Delirante.
La gola profonda del governo Meloni è Libero, il giornale del signore delle cliniche, Angelucci, deputato leghista molto ossequiente a Palazzo Chigi. Va sfogliato per decrittare le “mosse” della Comandante in capo e di coloro che insieme al Comandante in capo ricevono ogni mattina di buon’ora la veline dei Servizi e per monitorare gli sfoghile sconfitte indigeribili, le frustrazioni della “guardia d’onore”. Quando“Libero” la spara grossa si può sospettare che la soffiata giunga dai piani alti o che lo scoop riceva il “visto si stampi”.
Leggere un “manifesto murale” di trenta o quaranta pagine che trascura le notizie a favore delle onde emotive del Palazzo è faticoso, ma ci sono le quattro righe che non possono passare inosservate. L’articolo di apertura, in. prima pagina, di Giacomo Amadori (30.10.26), riferisce ai lettori che “gira con sempre maggiore insistenza l’indiscrezione di un’inchiesta pronta a far ballare la maggioranza alle elezioni politiche” e che è rinato “il partito dei giudici” con il patto fra “i magistrati progressisti e centristi che hanno portato dentro al Csm 15 consiglieri togati su 20”.
Per evitare il governo togato, il centrodestra perciò avrebbe una sola strada: vincere le elezioni e eleggere il Capo dello Stato alfine di bilanciare il potere delle toghe ormai asserragliate nel fortilizio di Palazzo Bachelet, sede del CSM. “La Repubblica dei giudici è meno fantascientifica di quanto si pensi”, avverte “Libero”, Nei palazzi che contano gira con sempre maggiore insistenza l’indiscrezione di un’inchiesta pronta a far ballare la maggioranza nella prossima campagna elettorale…Si parla di società vicine a uomini politici, di soldi e di magistrati molto determinati.”
Lo scenario sembra quello di un golpe disarmato, un castello di carte fatto di voci, indiscrezioni, “si parla di..”, che annuncia un episodio esiziale ai danni della maggioranza di governo, elaborato da menti raffinate, alo scopo di consegnare l’Italia ai magistrati.
Delirante. Libero ci va pesante.
Dopo avere puntato sull’eversione di piazza, si annuncia l’intrigo, la cospirazione, la congiura, sospettando una trama di servitori dello Stato. I provvedimenti “vergognosi di certa magistratura” andrebbero iscritti dentro l’intrigo?
Non sarà una campagna elettorale come le altre quella che ci prospetta il “campo stretto”, a leggere “Libero”, piuttosto uno scontro all’arma bianca. Guai ai vinti.





