“Nella sua ultima fatica letteraria, Communion, JD Vance racconta con ardore la riconquista di una dimensione spirituale contro le lusinghe della mondanità e la conseguente conversione al cattolicesimo…La «civiltà cristiana occidentale», secondo JD, ha perso il «sacro»:«La fede è uscita dalla vita pubblica». (Corriere della sera, Goffredo Buccini, 6.10.26)
Vance chiede alla religione di restituire un limite alla politica, ma sostiene una politica che del rifiuto dei limiti ha fatto una delle proprie caratteristiche fondamentali. La domanda che la sconsolata ammissione di Vance suscita, con altrettanto ardore, è quindi: a chi parla Vance? Al popolo americano certo, ma sembra un messaggio a Donald Trump, il suo Presidente, capo della grande rete Maga – comunità, partito e religione dei suprematisti maschi di razza bianca, la cui fede è tutt’altro che spirituale. Trump rastrella denaro per sé, la sua famiglia e, se resta qualcosa, per il suo Paese. Piuttosto che America First, sul cappellino dovrebbe leggersi, Trump first. L’avversario – vivo o morto – è un nemico da annientare, una vita da annichilire, una personalità da distruggere. La«civiltà cristiana occidentale», rappresentata da Maga, ha davvero perso il «sacro>>, come sostiene JD Vance. Un paradosso.
La questione ci interroga da vicino. Che hanno a che vedere quel “Dio, Patria e famiglia”, di Giorgia Meloni, sbandierato con enfasi, con la sua politica, il suo linguaggio, il suo cattolicesimo, la sua azione di governo e le sue idee prevalenti, appiattite sul sovranismo Maga trumpiano. Né Dio, né la civiltà occidentale, approvano l’avversione verso il “diverso” – per religione, colore della pelle, cultura, genere – e sono in aperto conflitto con la Costituzione italiana (laica) e con il Vangelo (cattolico).
Se davvero «la fede è uscita dalla vita pubblica» e la civiltà cristiana occidentale ha perduto il senso del sacro, come lamenta Vance, il primo destinatario della ammonizione dovrebbe trovarsi a pochi metri dall’ufficio del vice Presidente USA, cioè Donald Trump. Se Dio, Patria e Famiglia sono la trinità cui obbedire, Meloni dovrebbe trovare il destinatario del messaggio basterà guardarsi allo specchio.
Il cristianesimo cui Vance e Meloni dicono di voler restituire uno spazio pubblico nasce invece dall’idea opposta: che esista qualcosa di indisponibile al potere: la persona, anzitutto; il debole, lo straniero, lo stesso avversario politico. Non occorre essere credenti per riconoscere che questo è uno dei lasciti fondamentali della tradizione cristiana all’Occidente.
Qui sta il cortocircuito MAGA ed i suoi adepti, come Giorgia Meloni. Il sacro viene invocato come fondamento della civiltà, ma troppo spesso serve a stabilire chi appartiene e chi no, chi merita protezione e chi può essere respinto, chi è “dei nostri” e chi è nemico. Più che America First, il principio dominante di Vance è Trump First. O più che Dio, Patria e Famiglia First, è Meloni First.





