Una vignetta nasce da un tratto di penna, una semplice intuizione, un pensiero passeggero, un impulso suscitato da un episodio suggestivo o insopportabile, ma può diventare un’opera d’arte, una idea geniale, una pagina di storia, un affresco, la visione della realtà che sfugge all’occhio di chi guarda.
Giannelli, vignettista del Corriere della Sera, ci regala spesso colpi di teatro, aiutandoci a vedere ciò che non vediamo da soli, strappandoci un sorriso, una riflessione utile.
Talvolta ci fa perfino sentire in colpa per non avere capito, non avere ascoltato, non avere visto ciò che era così semplice e chiaro davanti a noi. Una lezione che in qualche caso non dimentichiamo.
La vignetta di Giannelli sul Corriere della Sera dedicata a Papa Leone XIV che dal Vaticano si reca all’Ospedale Gemelli per subire un intervento chirurgico, è opera di un genio della comunicazione: ironia, buonumore, apprezzamento, affetto, riconoscimento di un ruolo e di una figura – religiosa, politica, istituzionale – che in un lasso di tempo assai breve ha conquistato, in profondo, credenti e non credenti, senza servirsi di colpi di teatro né di gesti sorprendenti, raccontando la sua fede e la sua Chiesa attraverso la pedagogia del Vangelo e il magistero dei predecessori illuminati, forte di una esperienza unica fra la missione pastorale e la terra d’origine, l’America oggi piegata dalla barbarie di un uomo ferocemente nemico dell’umanità.
Giannelli mostra il Papa che benedice, salutando, la folla, mentre si reca in ospedale su un lettino, issato sulle spalle di quattro portantini in abito scuro. C’è la folla che lo ama e fa sentire il suo affetto, assiepata ai lati del percorso. Il letto è lettiga, il trasferimento in ospedale processione propiziatrice, gli abiti di cerimonia dei portantini emblematici: monito e ombra di un rischio mortale. Leone è “santo” già in vita; è forte, nonostante lo attenda una prova difficile e incerta. Potrebbe essere, come si augura Giannelli, una passeggiata fra i fedeli osannanti, ma anche l’inizio di un tragitto doloroso. Chi teme il peggio teme che il letto sia una lettiga-martirio, o ancora peggio, catafalco. Chi “sente” la presenza di Dio accanto al Vescovo di Roma, evoca una straordinaria manifestazione di affetto: la Chiesa ed il suo popolo che si stringe attorno al Primo Pastore.
E quei portantini seriosi? Uno ha il naso lungo, due indossano occhiali scuri, il quarto baffetti ben curati. Bugie, miopia, sapienza, bon ton e aristocrazia? Fra la folla che lo ama e Papa Leone, c’è una Curia laica, sconosciuta ai più, che sorregge ogni Pontificato. Nel bene e nel male.
La Chiesa non abita in cielo, ci viene ricordato, vive su questa terra e ne assume gli umori, le virtù e le nefandezze.





