Gli asset finanziari depositati dagli oligarchi russi negli istituti di credito europei sono oggetto di uno psicodramma europeo. Congelarli ed usarli per ricostruire l’Ucraina distrutta in quattro anni di guerra dai russi o no?. Alcuni leaders europei che nel loro Paese li custodiscono, temono di dovere doverne rispondere nel caso in cui alla Russia venga riconosciuto il diritto di tornarne in possesso secondo norme di diritto internazionale.
Il timore di ritorsioni e di un pronunciamento giudiziario – quale sede? – che dia ragione alla Russia congela la decisione piuttosto che congelare gli asset, l’unico strumento in mano agli europei per trattare con Putin sulla pace in Ucraina. Il gruppo degli euroscettici – il solito – del quale fa parte l’Italia, ondivaga e trump-dipendente, si è messo di traverso. Platealmente, come hanno fatto Orban e Salvini, sottobanco altri.
Le regole si rispettano, ricordano. Sono gli europei ad averle volute. Giusto.
C’è un particolare, affatto ininfluente. Qualunque sia l’idea che ci siamo fatti di Putin e della “sua” Russia, chi ha violato il diritto internazionale invadendo un Paese confinante è la Russia. Appare surreale passare sopra una realtà oggettiva: c’è un aggressore ed un aggredito. Su questo c’è anche stato il suggello papale di Leone XIV.
Il Paese invasore pretende che venga garantito il rispetto delle regole che non osserva. Al punto da deportare ventimila bambini ucraini in Russia. Ne dovremmo dedurre che usare le bombe e i cannoni non sia una trasgressione del diritto internazionale, mentre congelare le risorse finanziarie russe per ricostruire, parzialmente, l’Ucraina, costituisca un atto…di guerra?
Pecunia non olet, va bene, ma i morti non muoiono mai se non viene data loro giustizia. E per accaparrarsi le terre, molte migliaia di gli ucraini hanno dato la loro vita. E continuano a darla, perché sanno meglio di noi che cosa significa essere russizzati.
C’è una terza parte, che si è assunto il compito di mediare, senza mai essere stato un arbitro, piuttosto una parte in causa. L’ha fatto per placare un incontenibile narcisismo? Sciocchezze, l’ha fatto per patteggiare accordi e spartizione di influenze nel mondo. L’obiettivo principale di questa parte è cancellare il principale competitor economico (e politico), l’Unione Europea, come ha detto e ripetuto mille volte Trump, inascoltato. La Premier Meloni finge di non sentire e di non capire.
Marcello Cremonesi, inviato di guerra, gentiluomo con la schiena dritta, ospite di Tiziana Panetta a La7, ha detto che sugli assett l’Europa si gioca l’ultima carta, la stessa esistenza: se rimanere vittima di Trump e Putin, la combinata vincente finora, o svezzarsi finalmente, prendendo consapevolezza della propria forza economica e finanziaria e comportandosi di conseguenza. Non più vaso di coccio fra due padrini senza scrupoli.
Naturalmente, questo non piace a Trump, perché darebbe all’UE un ruolo, e gli toglierebbe la malleveria usurpata. Perciò lavora incessantemente perché resti quella che è, un’ameba, magari per insolentirla.








