Aiuto, i russi interferiscono. Tajani scopre la carta vetrata, la grandine arriva alla vigna. Da Mosca e Washington, non piove dal cielo
Il Ministro degli Esteri, Tajani, teme che la Russia interferisca nelle elezioni politiche italiane del prossimo anno. Sorprendente. Il governo Meloni si è accorto di ciò che accade da quasi quindici anni impunemente senza che alcuno abbia avuto motivo di sentirsi minacciato.
Gli Stati Uniti di Trump interferiscono ogni giorno sull’Italia e sull’Europa, con le buone e le cattive, sopra banco e sottobanco. Il Vice Presidente Vance ha messo la faccia nelle elezioni ungheresi, ovviamente a favore di Orban, l’infiltrato in EU; Musk e lo stesso Vance hanno apertamente sostenuto l’estrema destra tedesca, neonazi, senza rossore. Lo stesso Donald Trump si è servito delle interferenze russe, secondo accreditati organi di stampa statunitensi (e non solo), per essere eletto nel primo mandfato e ha sponsorizzato la Brexit, affidandosi al sedicente traffichino elettorale Farage per spaccare l’Europa, privandola di una costola, il Regno Unito.
Ci sono Fondazioni culturali americane che distribuiscono denaro a palate per promuovere l’estrema destra, in Italia e in Europa (leggere le inchieste di Milena Gabanelli, Data-room). Infine, ci sono le piattaforme americane a fare il bello ed il cattivo tempo, che con i loro algoritmi sono un’arma di sterminio di massa: esecuzioni quotidiane contro Europa, sinistra e quel che resta del liberalismo. E’ dovuto intervenire il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per bacchettare gli interventi di Musk contro la giustizia e la magistratura italiane, che a suo dire meriterebbero di finire in galera.
L’attacco alla democrazia ed al dissenso organizzato usa risorse enormi, che vengo da este e da ovest, talvolta anche dai contribuenti italiani attraverso la fabbrica di soldi più solida e inattaccabile, la sanità privata, retta da personaggi che occupano anche seggi parlamentari nei banchi di destra, e tengono in piedi i giornali governativi che non vendono copie, non sono leggibili (qualunque sia il pensiero politico del lettore), e costano una montagna di soldi per rimanere in vita. Non è anche questa una interferenza impropria?
Tajani ed il governo Meloni oggi denunciano le interferenze russe. A favore di chi? Futuro Nazionale e Vannacci, che ci vuole riportare al Ventennio fascista senza scorciatoie?
La grandine è arrivata alla vigna. Tajani si sente minacciato dall’esuberanza di Vannacci, che non pare avere problemi econimici di sorta per la sua campagna comunicazionale.
I soldi non piovono dal cielo, ma sono una manna. E le interferenze degli infidi amici, come Trump, vengono da Marte. Evocare Putin per denunciarne la pericolosità è come prendersela con l’amico, amante della moglie, piuttosto che con la moglie o con il lettone di Putin, sbarcato in Italia al tempo di Berlusconi, fondatore del partito di Tajani.
p.s. E timori per le bollette alle stelle, la benzina alle stelle, i salari poveri, la salute solo a chi paga in contanti, niente?





