“Le felpe di Matteo Salvini non sono mai state un semplice capo d’abbigliamento. Sono il suo vero ufficio stampa. Prima ancora di un’intervista o di un comizio, parla la scritta sul petto: «Padania is not Italy», «Ruspe», «Stop invasione», «Prima gli italiani», fino all’ultima: «Grazia subito». La tv e i social, che vivono di immagini immediate, non potevano chiedere di meglio. Ogni felpa è un manifesto, ogni t-shirt un post. Cambia il vento e cambia la divisa. Per chiedere consenso, Salvini si traveste da elettore. È la politica ridotta a un guardaroba for- nito e militante: l’identità come merchandising-“
Aldo Grasso, in un corsivo del Corriere della Sera, scolpisce il nostro tempo. Il tempo della politica pret à porter. I governanti, non solo Salvini, “si travestono da elettori”. Piuttosto che assumersi la responsabilità di ciò che fanno e dicono, recitando la parte dell’elettore scontento. La sicurezza deve essere garantita dallo Stato, attraverso l’autorità di governo, che invece addebita alle opposizioni la violenza dell’anarchismo, delle bande di antagonisti che da decenni fanno quel che voglio quando lo vogliono. Un attacco allo Stato, denunciano.
Negli anni bui, quelli del terrorismo rosso e nero – quando l’attacco allo Stato era realtà sanguinosa e quotidiana – le autorità di governo e le opposizioni non chiamavano in causa gli avversari politici. I democristiani non addebitarono ai comunisti le Brigate rosse, né al Msi le Brigate nere. Si osservava un perimetro, dentro il quale le forze politiche si facevano carico della difesa dello Stato. Il nemico, insomma, era riconoscibile e poteva essere combattuto, al di là delle interferenze, dei confini labili, delle zone grigie .
Oggi delle piazze oceaniche, dei cortei di protesta, pacifici e legittimi, si fa di tutta l’erba un fascio, per colpire l’opposizione politica, accusandola di intelligenza con l’antistato. Serve per raccogliere consenso, dividere il Paese. E’ cinica tattica politica, che il Paese paga mostrando una fragile diga al crimine ed alla violenza ed accreditando tesi complottistiche, come l’uso di truppe d’assalto antagoniste per accreditare la tesi dell’attacco sovversivo sponsorizzato dall’opposizione politica, cioè la sinistra.
Il Paese può essere governato, qualunque schieramento lo governi, solo se lo si rappresenta tutto per intero. Rinunciando a travestirsi da elettori. Il Ministro della Giustizia Nordio, giurista ed ex magistrato, ha il dovere di spiegare agli italiani che cosa è la legittima difesa invece che pretendere la santificazione di chi uccide alle spalle i malviventi che scappano e chiedere la grazia senza avere letto la sentenza.
”…l’abito non fa più il monaco, fa il meme”, chiosa Aldo Grasso, “. Nordio, al pari di Salvini, “indossa il territorio, i nemici del giorno e i propri eroi con la disinvoltura di uno Zelig ideologico che cambia pelle a seconda della sede, della piazza, del talk, di Instagram. “








