Questo è un giornale? Una testata, Libero. In prima pagina oggi, 4 settembre 2026, pubblica una vignetta gigante, nella quale la Presidente del Consiglio manda a fare in c… gli italiani: pugno chiuso, mano destra a stringere il gomito ecc. Insomma, alla faccia nostra, sono rimasta in sella. Se quel gesto fosse ripetuto in una delle scuole del “regno”, lo studente verrebbe (a ben ragione) punito ed il Ministro dell’Istruzione, Valditara, manderebbe un’ispezione ove la punizione non venisse comminata.
Il giornale Libero fa parte del quadrilatero governativo, presidiato dai giornali “murali”: gridano, insultano, ma soprattutto evitano accuratamente di dare notizie ai loro lettori, come era consuetudine dei manifesti pubblici incollati al muro fino a settanta anni or sono. Il gestaccio fa più notizia di qualunque notizia. Sarebbe più persuasivo, regalando dividendi al botteghino delle urne.
L’editore di Libero (Il Tempo, Il Giornale ecc) è un deputato ricco sfondato, che si è fatto i soldi con le cliniche private. Il suo seggio parlamentare è sempre vuoto. Non ha tempo per svolgere il lavoro per il quale è retribuito dagli italiani. Si dedica a tempo pieno alle sue cliniche private, quei luoghi cui accedi per farti curare se paghi in contanti, altrimenti devi aspettare che il tuo tumore ti porti all’altro mondo.
Questa è l’Italia alla quale si rivolge Giorgia Meloni (e l’editore di Libero) con la vignetta pubblicata dal quotidiano






