Cateno De Luca, in pigiama in un video, annuncia il sostegno del suo punto percentuale alla coalizione di centrodestra nelle elezioni politiche prossime, che – svela in anteprima – si svolgeranno il 9 e 10 maggio. Una drittata: alza il sipario sulla riservatissima data delle urne. Una improvvida rivelazione? La sua opzione déshabillé, video in pigiama, è una antica attitudine di sdoganare l’abito istituzionale nei momenti-clou.
Da deputato regionale siciliano, ancora semisconosciuto, convocò in sala stampa nell’austera sede dell’Assemblea Regionale siciliana, Palazzo dei Normanni, presentandosi nudo, fasciato da una bandiera italiana.
Successivamente, in occasione di altre battaglie elettorali, si accompagnò a capre e pecore nelle foto-notizie, restituendo ai docili animali, sottostimati nell’immaginario, una doverosa visibilità, e testimoniando inequivocabilmente un uso preferenziale di simboli solitamente inusuali con successo. E’ stato grazie a queste rappresentazione che De Luca ha ottenuto i consensi utili per essere eletto sindaco a Messina e poi a Taormina.
Il partito di ispirazione autonomistica da lui fondato – Sud chiama Nord – raccoglie consensi, nei sondaggi, che superano lievemente l’uno per cento, ma quanto basta per far sapere al Paese che la sua scelta di consegnare il bottino elettorale potenziale al centrodestra, regala a questo schieramento il sorpasso (virtuale) nei sondaggi rispetto al campo largo. Un pensierino piuttosto che un regalo invero, per la sua precarietà, ma solido, destinato a se stesso, offrendo alla platea nazionale, impreparata ad annoverare l’estroso politico siciliano nella ristretta cerchia dei king-maker italiani, la prova inoppugnabile di una scelta di campo determinante. A futura memoria.





