Sulla rampa di lancio il “Piano Casa”: riguarda “solo” Milano, Roma, Napoli e Genova. L’impianto normativo del Piano Casa è diventato ufficialmente legge dello Stato già nel luglio 2026, m poco e niente si sa sulle modalità di attuazione. Resterà in vita dieci anni, costruirà 60 mila alloggi popolari oggi sfitti, coinvolgerà chi non ha diritto ad un appoggio popolare ma non ha la capacità reddituale per accedere al mercato edilizio, e consentirà a privati di vendere o affittare alloggi con ribasso del 33% sul prezzo di mercato in cambio di agevolazioni dell’ordine del 70 per cento.
Ci sono tanti soldi quasi due miliardi e mezzo, e c’è un personaggio, Mario Abbadessa, ex capo di un potente gruppo immobiliare (Hines Italia), il dominus scelto dal governo, che gestirà le risorse, attraverso una grande società costituita a Lussemburgo, e farà incassare al giovane imprenditore commissioni milionarie. Tanti, troppi.
Il Piano casa esternalizza la costruzione degli alloggi, popolari e non – una novità assoluta -. e si affida ad una società immobiliare, assegnagli finanziamenti pubblici attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, il Credito Sportivo e PosteVita, partner dell’impresa insieme con il Fondo sovrano degli Emirati Arabi, cui verrebbe concessa una specie di golden share.
Il progetto Abbadessa, destinato a fare la parte del leone nel mercato immobiliare italiano, viene offerto dal governo ad un manager rampante, praticamente sconosciuto, Abbadessa, e a Abu Dhabi, secondo l’atto notarile di costituzione della Società, detentore del potere di veto. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto che “non ragioniamo di fondi pubblici, ma di investimenti privati”.
Milena Gabanelli (Data Room; La7), volto magico di Report, ha condotto una inchiesta giornalistica con Mario Gerevini (per il Corriere della Sera), ed ha posto di recente una serie di domande alla Presidente Meloni, ospite di Mentana su L7, confutando la tesi della raccolta privata dei fondi per costituire la società, che si chiama ADD Italia Living Gp S.a.r.l. Tanti dubbi, qualche sospetto.
“E’ privata, ha chiesto Gabanelli, la Cassa Depositi e Prestiti, controllata per l’83% dal MEF, cioè il Ministero dell’Economia e Finanza? E’ privata Poste Vita, controllata per il 23% dal MEF e per il 28% dalla Cassa Depositi e Prestiti? E’ privato il Credito Sportivo, controllato dal MEF all’80%? E il fondo sovrano degli Emirati privato?”
Non solo. Com’è possibile che sia stato concesso a Abu Dhabi il potere “di orientare e bloccare le decisione di Abbadessa”?
Gabanelli, infine, ricorda che il deputato Federico Fornaro(PD), con una interrogazione parlamentare (depositata il 28 gennaio 2026), ha richiesto chiarimenti formali al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) in merito all’affidamento di ingenti risorse pubbliche e private a due fondi gestiti dalla ADD Capital, una nuova società di gestione guidata dal manager Mario Abbadessa, la ADD, che ha annunciato una raccolta di ben 2,3 miliardi di euro in due fondi con sede in Lussemburgo, destinati proprio ad attuare le misure del Piano Casa.
Nessun a risposta a Fornaro, nessuna comunicazione da parte dei partner pubblici (Cassa Depositi e Prestiti, Credito Sportivo). Non si tratta solo di un affaire opaco, ma della nascita di un colosso immobiliare, gestito “privatamente” con capitali pubblici, dotato di un immenso potere, come osserva Milana Gabanelli, perché “si possono scavalcare i piani regolatori e utilizzare canali privilegiati e rapidi nelle procedure”. La gallina dalle uova d’oro, insomma.
In palio c’è il monopolio del mercato immobiliare italiano. Le rivolte dei ragazzini e i prezzi alle stelle oggi si prendono il cuore e la mente degli italiani. L’affaire può passare inosservato.
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