I Parà della Folgore scendono in piazza come figuranti nel film che il governo ha prodotto per rappresentarsi come un presidio di sicurezza, affidabile e irremovibile. Nell’immaginario degli italiani rappresentano un mito – competenza, coraggio, senso del dovere – al netto di alcune devianze, nate e cresciute in qualche caserma. Farne dei figuranti è una offesa ed un danno irreparabile. La missione che è stata affidata ai paracadutisti infatti non ha nulla a che vedere con la loro preparazione militare, peraltro specialistica. Non potranno mostrarla né utilizzarla.
Il Vice Presidente del Consiglio, Matteo Salvini, annunciando il loro coinvolgimento in difesa della piazza di Milano, ha ricordato che sarebbe stata cosa santa e giusta servirsi dei soldati che se ne stanno in caserma senza fare niente, di fatto toglierli dall’ozio, e costituire una deterrenza al servizio del Paese, è buona cosa. Si può difendere la Patria anche da figuranti, insomma.
La “Folgore” dotata di droni e Lince, i blindati, spiega Salvini, assicurerà pace e serenità al capitolo lombardo, insidiato dalle bande di ragazzini, che saccheggiano negozi. Non potrà svolgere compiti di polizia giudiziaria e non potrà usare i droni e i Lince per colpire il “nemico”. In compenso servono a stanare l’ex comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, Vannacci, che insidia da vicino Salvini ed il governo alle urne.
E’ ragionevole sospettare che né i mitici parà, né gli agenti, per ragioni diverse, siano contenti: i primi per la parte loro assegnata, i secondi per il compito aggiuntivo di fare “da spalla” ai parà, caduti dall’alto – è proprio il caso di dire – per regalare al governo il film del Paese sicuro. Che non sarà dimenticato presto, tuttavia. I Parà della Folgore impiegati contro i ragazzini ci dà l’immagine di un Paese gettato in pasto ai predatori della realtà.




