• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

Perché Stellantis si chiama…Stellantis? Il destino maligno di un nome  

10/12/2024
in Articoli
Reading Time: 2 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

Perché Stellantis si chiama così? da che cosa nasce il marchio, che non ha portato molta fortuna all’industria automobilistica nata in Italia? Il nome non è certo la spia di strategie, ma potrebbe rivelare elementi degni di attenzione. Quali messaggi trasmette un brand così distante dalle radici che un tempo affondavano saldamente nella terra italiana? È possibile che il nome stesso sia una metafora della trasformazione, o meglio, dell’allontanamento graduale del vecchio marchio Fiat dall’Italia?

 

La nascita di Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e il gruppo francese PSA, rappresenta un capitolo significativo nella storia dell’industria automobilistica. Il nome, che richiama vagamente le stelle e un’idea di ascensione, merita un’analisi più approfondita.

Stellantis deriva dal verbo latino “stello”, che significa “essere cosparso di stelle”. L’intento dichiarato era evocare un senso di ispirazione, innovazione, e progresso. L’idea era quella di proiettare il nuovo gruppo verso il futuro, verso le stelle appunto, enfatizzando il carattere globale e ambizioso dell’azienda. Insomma, per aspera ad astra, «attraverso le asperità sino alle stelle».

Tuttavia, questa scelta apparentemente sofisticata non risuona con la stessa forza delle marche che hanno fatto la storia dell’auto italiana. Dove sono finite la concretezza e l’identità di Fiat, Lancia, Alfa Romeo? Il nome Stellantis sembra più un esercizio di marketing che una celebrazione di un’eredità storica. E forse, in questa disconnessione linguistica, si cela un indizio delle strategie sottostanti. Stellantis è forse il simbolo perfetto di questa trasformazione: non più un nome che evoca radici, ma uno che guarda al cielo, sfuggente e intangibile.

Fiat, un tempo simbolo dell’industria italiana, aveva già iniziato il suo percorso di “fuga” dall’Italia con il trasferimento della sede legale in Olanda e di quella fiscale a Londra, decisioni che avevano generato non poche polemiche. L’unione con Chrysler, prima, e PSA, poi, ha sancito definitivamente il carattere transnazionale del marchio. Stellantis non è più né italiana, né americana, né francese: è una multinazionale che si presenta come entità astratta, lontana dalle identità locali. Ma l’operazione, per quanto globale, lascia un retrogusto amaro. Le fabbriche italiane lottano per mantenere la produzione e l’occupazione, mentre i centri decisionali si allontanano. Lontani i tempi in cui Fiat era l’orgoglio di Torino e di tutta l’Italia industriale. 

E così, mentre Stellantis guarda alle stelle, molti italiani osservano con preoccupazione la terra che si allontana sotto i piedi. La scelta del nome, apparentemente neutrale, diventa quasi ironica. Dove ci porteranno queste “stelle”? Verso nuove glorie o verso un’ulteriore perdita di identità?

Il percorso con cui l’ex Fiat ha disinvestito dall’Italia, pur mantenendo ancora alcune produzioni chiave, è una metafora di un paese che fatica a trattenere le sue eccellenze. Stellantis, lungi dall’essere un semplice rebranding, è la testimonianza di una fuga lenta ma inesorabile dalle radici italiane. Ma la domanda resta: è possibile, per un’azienda che ha perso il suo cuore nazionale, conquistare davvero il mondo? O il rischio è quello di perdersi nell’immensità …del cielo stellato?

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: alfa romeoChryslerdisinvestimentifiatLanciaPSAstellantis

Related Posts

Si vota a maggio, Meloni creerà il caso per uscire dalla palude. La fonte non è Nostradamus
Articoli

Si vota a maggio, Meloni creerà il caso per uscire dalla palude. La fonte non è Nostradamus

07/10/2026

Si vota a maggio. No, a novembre, il 28 domenica. Il balletto della data si balla dentro FDI, il partito...

Esercitazioni militari dell’US Navy nel Parco delle Madonie, la denuncia dei sindaci. Si allenano alla guerra in casa nostra? 
Articoli

Il brutto vizio di arruolare il Padreterno per fare gli affari propri, da Vance a Meloni

06/10/2026

“Nella sua ultima fatica letteraria, Communion, JD Vance racconta con ardore la riconquista di una dimensione spirituale contro le lusinghe...

“Il bacio dei glutei di Trump è un apostrofo rosa tra le parole t’odio…”
Articoli

Spagna, Francia…La bomba sociale arriverà in Italia? I ragazzi in prima linea

05/10/2026

Le rivolte dei ragazzi in Spagna e Francia dettano l’agenda politica, per amore o per forza, imponendo una priorità ai...

Primarie, secondare o che cosa? Amleto a capotavola. L’exit strategy
Articoli

Le primarie selezionano il leader e una quota di elettori da perdere, dal 5 al 10 per cento. Ecco perché

03/10/2026

Il 2 ottobre Schlein ha rivendicato il maggior peso del Pd nella costruzione del programma — «non è che uno...

Regionali, voto di gestione e non d’opinione. Clientele e affluenza. Il mercato della salute
Articoli

L’enigma. Il governo non piace al 59 per cento degli italiani, ma può vincere. le elezioni. Incubi, sogni e sondaggi

02/10/2026

C’è un enigma che gli esperti – sondaggisti, opinionisti, politologi – lasciano inevaso: il governo subisce un crollo nel gradimento,...

Il grande intrigo: benzina, bollette, speculazione, comparaggio
Articoli

Il grande intrigo: benzina, bollette, speculazione, comparaggio

30/09/2026

   "Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo". La legge di Archimede conferisce all’ENI il ruolo di salvatore della...

Next Post
Contrordine compagni, indebitarsi non è un crimine. E il risparmio un feticcio da dismettere?

Contrordine compagni, indebitarsi non è un crimine. E il risparmio un feticcio da dismettere?

Il crollo e la furbata dei rami secchi: ecco perché il Ponte irrita i siciliani, favorevoli e non

Il crollo e la furbata dei rami secchi: ecco perché il Ponte irrita i siciliani, favorevoli e non

L’antiscienza al governo del mondo, 87 Nobel allarmati, guai per tutti se…

L'antiscienza al governo del mondo, 87 Nobel allarmati, guai per tutti se…

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Library
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati