Sulle intenzioni di voto cala, come una mannaia, Youtrend, che per Sky propone la media ponderata dei sondaggi realizzati alla data del 13.7.27: il Campo largo ottiene il 44,7% dei suffragi, il Centro destra il 42,9%, il Centro 4,2%, Futuro Nazionale il 6,2%. Nessuno canti vittoria, troppo presto, la partita deve essere ancora giocata. E c’è il lavaggio di cervello “digitale”, il convitato di pietra, capace di fare miracoli.
Gli odiatori si schierano: il partito del generale Vannacci sorpassa la Lega di Salvini. Risultato scontato: Salvini ha regalato al suo ex “vice” segretario sia il suo manifesto populista di estrema destra, declamato anche nei giorni festivi in qualità di vice presidente del Consiglio, e tradito giorno dopo giorno nei fatti: niente di ciò che diceva di volere è diventato realtà. E’ come se Salvini avesse studiato a tavolino come suicidarsi in piazza (dopo averci già provato al Papete). Che Salvini sia stato cannibalizzato, quindi, non sorprende, semmai conferma ancora una volta che i proclami (ricordate il blocco navale promesso dalla Premier?) valorizzano l’abissale distanza fra le promesse fatte al popolo e la governance.
Quel 6,2 % di Futuro Nazionale farà vincere il centrodestra? Appartiene al centro destra ma non può essere contabilizzato due volte, come voto di maggioranza e voto di opposizione. Oggi è decisivo perché il suo 6 per viene calcolato dai sondaggisti come voto di opposizione: non lo sarà quando Futuro Nazionale entrerà nella cordata di centrodestra.
Il Campo largo , con il 44,7%, viene calcolato al netto delle intenzioni di voto centrista, che dispone a latere delle sigle “istituzionalizzate”, cioè Azione, Italia Viva, +Europa e Noi Moderati, schieramento organico oggi organico al centrodestra di governo.
In considerazione delle modeste distanze fra i due poli, va ricordato un altro dato, che Youtrend cataloga come “Altri”, cui viene attribuito il 2,6%. Resta fuori il capitolo, assai importante, delle astensioni, perché forse ritenuto, non a torto, di modesto rilievo, essendo troppo lontano dal voto alle politiche del prossimo anno (primavera o autunno?). Stessa sorte tocca alla cosiddetta “Casa riformista”, evocata all’indomani delle amministrative di Genova e delle regionali toscane, ascrivibile al centrosinistra, alla quale si dedicano illustri federatori, potenzialmente in grado di determinare la scelta della leadership nel campo largo. Decideranno le primarie, il peso elettorale o…l’uomo della provvidenza su cui convergere d’amore e d’accordo? C’è tanta materia di studio e analisi (delle convenienze) per i propositori (centrodestra) della riforma elettorale, molto preoccupati dello stallo che il risultato elettorale provocherebbe mantenendo le attuali regole del gioco. Insomma Meloni, Salvini e Tajani trascorrono notti insonni per evitare un danno irreversibile al Paese, l’instabilità.
Sarebbe interessante indagare quanto credito otterrebbe la motivazione preoccupata dei riformatori elettorali last minute, alle prese…con se stessi sul ripristino delle preferenze, questione su cui è in corso un indecente gioco delle parti, che non ha confini ben delineati, dal momento che Lega e Forza Italia da una parte e M5S dall’altra hanno manifestato delle perplessità, seppure con accenti diversi.
Faccio mio un apologo di Franco Battiato, che la cantava a tutti anche fuori dal palco: “A me non interessa sentirmi intelligente ascoltando dei cretini che parlano. Preferisco sentirmi cretino ascoltando una persona eccelsa che parla”. A trovarla davanti alle urne…







