• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

17 aprile, il giorno della Locusta. Gli incubi degli italiani e l’amico americano

09/04/2025
in Articoli
Reading Time: 4 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

Sull’esito dell’incontro bilaterale fra il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, e il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giorgia Meloni, si esercitano politologi ed analisti; con l’avvicinarsi della fatidica data, il 17 aprile, le loro previsioni acquistano la nobiltà di profezie, perché la posta in palio è assai rilevante e può segnare il destino politico della Premier italiana. La profezia, nella norma, predice un fenomeno più grande di una previsione, ad esempio la fine del mondo, la morte di un monarca, l’ascesa di un eroe eccetera. L’esperienza le competenze, le osservazioni danno credito alle previsioni; la preveggenza, l’ispirazione, la saggezza metafisica legittimano le profezie. Basta la posta alta della Premier a giustificare il fatto che gli analisti dei fenomeni politici ed economici abbiano ricevuto il suggello degli indovini, dei veggenti, dei saggi preconizzatori di un evento epocale?

C’è dell’altro, naturalmente: la straordinaria imprevedibilità dell’evento, il suo carattere irrituale ed insieme rituale, la rilevanza del risultato, come test della inflessibilità di uno dei protagonisti, Trump, che ha sfidato il mondo intero, aprendo una guerra commerciale planetaria senza precedenti..

Governanti ed economisti credono che gli annunci e le volontà di Trump debbano ancora essere testati, potrebbero essere armi di dissuasione, strumenti utili ad intimorire ed asservire i destinatari delle misure protezionistiche.

Forse c’è di più, e per entrare dentro questo “altro” che ci sfugge dobbiamo uscire dal seminato. Su questo 17 aprile si stagliano scenari orribili, generati da mondi di cartapesta, nei quali gli uomini, abbandonati grandi sogni e illusioni, si ritrovano squallidi, vuoti, invidiosi e crudeli: sovviene il giorno della locusta,  profetico capolavoro della letteratura americana, scritto da Nathanael West, nel quale una locusta tra milioni di locuste possono calpestare tutto, sogni, futuro, bambini, alberi.

Ma restiamo con i piedi per terra. Prendiamo atto che il mood del Presidente USA abbia abrogato le liturgie diplomatiche, il galateo delle relazioni internazionali, umili gli ospiti, rompa i vincoli di alleanza o tradizionale amicizia, che Trump abbia istaurato negli Usa una sorta di delenda Carthago contro la società liberale, laica e inclusiva, contro le istituzioni democratiche e avviato deportazioni, invece che iniorridire sembra non contare niente sulla profilazione di religione trumpiana senza anima e libertà. Se dovessimo dare retta a quel vecchio detto – dimmi con chi vai e ti dirò chi sei – avremmo molte ragioni per stare in aambasce.

Potremmo usare una metafora sul 17 aprile: Davide contro Golia, se si trattasse di un duello; o quella di Enrico IV, scomunicato, a Canossa in atto di pentimento, se il Presidente del Consiglio italiano avesse arrecato offesa al padrone di casa, ma non è così: Giorgia Meloni si è schierata, anima e corpo, dalla sua parte; la sua story telling di amica fedele è esemplare: giudizi entusiastici, non una parola ambigua, né gesti sconvenienti, anzi: ha cercato di rappresentarsi agli occhi del Presidente USA un sodale affidabile, leale, determinato, anche al costo di alienarsi la fiducia della sua gente.

Profezia o previsione, dunque, chi rischia di più è proprio lei, Giorgia Meloni, perché deve giustificare agli italiani di avere scelto un amico indifendibile che non guarda in faccia nessuno: il rapporto privilegiato, che l’alleanza ideologica (il sovranismo, l’area di destra), l’amicizia personale non contano niente. First America.

Proviamo ad analizzare gli elementi essenziali di questo 17 aprile “storico”, ma affatto esaustivo: il clima in cui si svolge l’incontro, il ruolo che la Primier si ritaglia, le proposte che farà sui dazi (Italia, Europa), il risultato stimabile, l’exit strategy.

Il clima risente di un evento che precede l’incontro, l’entrata in vigore dei controdazi europei. L’Italia avrebbe voluto che la Commissione europea li varasse alla fine del mese, ma l’Unione ha creduto che si dovesse rispondere alle decisioni unilaterali americani in tempi brevi, pur annunciando una sorta di escalation nel corso dell’anno.

I dazi di Trump, inoltre, hanno già prodotto le prime conseguenze sull’export italiano, perché si è registrata una diminuzione degli ordinativi, e le Borse hanno subito un tonfo storico. Una indagine demoscopica ha esplorato gli umori degli italiani, per il 73 per cento Trump è inviso. La Premier sa che le viene addebitano di avere scommesso sulla persona sbagliata. Come hai fatto a non capire con chi avevi a che fare?

Altre questioni: la postura politica, il ruolo, le parole giuste, i contenuti del negoziato. Non ha un mandato europeo, ma non può farsi gli affari suoi (italiani), perché il commercio è materia esclusiva dell’Unione, non sua. Il suo Ministro, Foti, l’ha preceduta con una espressione che non è certo piaciuta alla Presidente della Commissione, Ursula von Derleyen (“Meloni va a Washington da leader di un’Europa che non ha leader”), e dalle invettive del suo Vice, Matteo Salvini, verso l’UE, tmentre sventola la bandiera Stelle e Strisce. L’obiettivo di sfasciare l’UE del resto non è mai stato nascosto da Trump, persuaso com’è che essa sia nata per “fottere” gli Stati. Uniti.

La Premier è stata preceduta alla Casa Bianca da altri leader europei (Macron, Starmer, i baltici) e dall’umiliante trattamento riservato a Velensky, e da un ignobile comizio trumpiano durante una cena (“…sono tutti in fila, pronti a baciarmi il culo”, letteralmente). Non. sarà come fare un bagno in piscina, insomma. Bisogna necessariamente credere che l’incontro sia stato già preparato dagli sherpa in modo da non. provocare guai, ma Trump è un istintivo e la pianificazione non fa parte del suo modus vivendi.

La proposta della Premier, per quanto è emerso finora, sarebbe quella di un taglio totale dei dazi su entrambe le sponde, piena libertà al mercato . Zero dazi, dunque. Previsione da scartare. Ciò he potrebbe ottenere Meloni è un cadeau all’Italia, che assomiglierebbe più ad una polpetta avvelenata che ad un grazioso dono sull’altare dell’alleanza sovranista per i suoi effetti negativi sugli esclusi. La Premier potrebbe piuttosto. puntare sull’apertura di un negoziato, finora di fatto negato, all’Unione Europea, che Trump non vuole “legittimare” come controparte nella sua guerra commerciale.

L’exit strategy nell’ipotesi che esca dal bilaterale con le mani vuote o quasi vuote c’è, di sicuro: far pagare la guerra commerciale dell’amico americano all’Europa, l’ombrello europeo, insomma, attraverso lo storno dei fondi del Pnrr destinati alla coesione (welfare) verso le industrie italiane colpite dai dazi, la fine della transizione energetica, green deal, avviato dall’EU.

Cambiare bersaglio tuttavia non è agevole extra moenia. I tedeschi ed i francesi, ma non solo loro, sarebbero nellecondizioni di dimostrare il loro rammarico ad eventuali voltafaccia senza dovere metter in campo alcuna azione di contrasto. I legami commerciali fra Italia e Germania, sono il cuore pulsante dell’Europa. Se il battito si affievolisce, è morte annunciata.

 

 

 

 

 

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: 17 aprilecontrodazidazidonald trumpGiorgia Melonilocustasovranismounione europea

Related Posts

Si vota a maggio, Meloni creerà il caso per uscire dalla palude. La fonte non è Nostradamus
Articoli

Si vota a maggio, Meloni creerà il caso per uscire dalla palude. La fonte non è Nostradamus

07/10/2026

Si vota a maggio. No, a novembre, il 28 domenica. Il balletto della data si balla dentro FDI, il partito...

Esercitazioni militari dell’US Navy nel Parco delle Madonie, la denuncia dei sindaci. Si allenano alla guerra in casa nostra? 
Articoli

Il brutto vizio di arruolare il Padreterno per fare gli affari propri, da Vance a Meloni

06/10/2026

“Nella sua ultima fatica letteraria, Communion, JD Vance racconta con ardore la riconquista di una dimensione spirituale contro le lusinghe...

“Il bacio dei glutei di Trump è un apostrofo rosa tra le parole t’odio…”
Articoli

Spagna, Francia…La bomba sociale arriverà in Italia? I ragazzi in prima linea

05/10/2026

Le rivolte dei ragazzi in Spagna e Francia dettano l’agenda politica, per amore o per forza, imponendo una priorità ai...

Primarie, secondare o che cosa? Amleto a capotavola. L’exit strategy
Articoli

Le primarie selezionano il leader e una quota di elettori da perdere, dal 5 al 10 per cento. Ecco perché

03/10/2026

Il 2 ottobre Schlein ha rivendicato il maggior peso del Pd nella costruzione del programma — «non è che uno...

Regionali, voto di gestione e non d’opinione. Clientele e affluenza. Il mercato della salute
Articoli

L’enigma. Il governo non piace al 59 per cento degli italiani, ma può vincere. le elezioni. Incubi, sogni e sondaggi

02/10/2026

C’è un enigma che gli esperti – sondaggisti, opinionisti, politologi – lasciano inevaso: il governo subisce un crollo nel gradimento,...

Il grande intrigo: benzina, bollette, speculazione, comparaggio
Articoli

Il grande intrigo: benzina, bollette, speculazione, comparaggio

30/09/2026

   "Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo". La legge di Archimede conferisce all’ENI il ruolo di salvatore della...

Next Post
Dazi e Borse: la Grande Rapina, il mondo ai piedi dello Sceriffo di Nottingham

Dazi e Borse: la Grande Rapina, il mondo ai piedi dello Sceriffo di Nottingham

L’Internazionale Sovranista,  ovvero l’arte di spartire un pollo tra commensali affamati

“Il bacio dei glutei di Trump è un apostrofo rosa tra le parole t’odio…”

Nell’era digitale lo scopo è produrre consenso, dipendenza e passività. Non serve possedere le fabbriche

Giusti i nostri sospetti, l’età dell’oro annunciata da Trump riguarda gli amici e gli amici degli amici

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Library
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati