• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

Più armi per combattere Putin, l’amico…del nostro nemico. Che storia è mai questa?

01/07/2025
in Articoli
Reading Time: 3 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

Nel cortile dell’Alleanza Atlantica, non tutte le piante crescono nello stesso modo. Alcune si piegano docilmente al giardiniere, altre mantengono una certa torsione autonoma, perfino ostinata. È il caso dell’Italia e della Spagna, due Paesi che, pur condividendo una lunga storia di subordinazione all’ordine atlantico, oggi si muovono in direzioni opposte: l’una allineata, l’altra recalcitrante. Il contrasto è tanto più evidente quanto più lo si osserva alla luce della nuova configurazione della NATO, ridefinita dall’impronta muscolare di Donald Trump, che ha trasformato l’Alleanza da meccanismo difensivo a piattaforma offensiva per un mondo bipolare, dove il nemico designato è la Cina e, per riflesso, ogni forma di autonomia europea. La domanda allora è: perché l’Italia obbedisce e la Spagna disobbedisce? La risposta è la diversità politica del governo, socialista in Spagna, di destra in Italia?

La nostra postura internazionale è il prodotto di una lunga pedagogia dell’obbedienza. La guerra fredda ci ha insegnato che si può essere periferia dell’Impero e, al contempo, epicentro della sua ossessione. L’Italia fu per decenni l’anello debole da blindare: troppo a sinistra sul piano elettorale, troppo esposta sul piano geografico, troppo permeabile sul piano ideologico. Il PCI, le lotte operaie, la forza culturale dell’antifascismo… Tutto questo richiedeva contromisure, spesso oscure: dalla strategia della tensione a Gladio, fino all’uso sistemico della pressione economica e della cooptazione politica. Da allora, il legame con Washington si è trasformato da necessità in dogma. Il nazionalismo/sovranismo dell’attuale governo italiano avrebbe dovuto alzare un argine all’obbedienza, invece l’ha coltivata e fatta crescere.

Questa forma di “fedeltà ansiosa” ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica. Oggi, nonostante un linguaggio “sovranista”, il governo Meloni si attesta sulla linea di continuità (“senza se e senza ma”): sostegno pieno alla NATO, aumento delle spese militari, adesione al paradigma del “nemico orientale”, disimpegno critico da ogni ipotesi di multipolarismo. Il paradosso si fa plateale: mentre Trump prepara il terreno per il disimpegno statunitense dall’Europa, costringendola ad armarsi “da sola” contro minacce che egli stesso relativizza (la Russia di Putin è più partner che avversario), l’Italia obbedisce. Taglia la spesa sociale, riduce i margini della sua politica estera, rinuncia a ogni ruolo autonomo nel Mediterraneo pur di rispettare il dogma del 5% in più alla Difesa.

È una “obbedienza esponenziale”: al dettato strategico della NATO, e alla nuova gerarchia interna dell’Alleanza, ridisegnata dalla destra americana e dal suo disegno post-democratico. La presenza italiana nei vertici NATO assume i tratti del vassallaggio: nessun margine di parola, nessuna iniziativa autonoma, se non quella di compiacere. Eppure la storia potrebbe essere diversa. La Spagna di Pedro Sánchez lo dimostra. Pur inserita a pieno titolo nel sistema atlantico — basi americane a Rota e Morón, adesione all’intervento in Iraq nel 2003, cooperazione economica profonda — il governo spagnolo ha mantenuto margini di manovra sorprendenti. Non ha aderito senza riserve al riarmo imposto da Washington, ha manifestato pubblicamente posizioni divergenti sul conflitto israelo-palestinese, ha mantenuto relazioni aperte con paesi “non allineati” come il Venezuela e persino con la Cina, proponendosi come ponte tra Pechino e Bruxelles. Non si tratta di romanticismo o improvvisazione, né di uno strappo antieuropeo, ma di una consapevole strategia geopolitica.

La chiave è duplice. Da un lato, la Spagna ha conservato una tradizione culturale e politica in cui l’anti-imperialismo non è un tabù, neanche nei partiti moderati. L’antifascismo spagnolo — a differenza di quello italiano — non ha potuto appoggiarsi agli Stati Uniti durante il franchismo: l’impero americano fu, per decenni, complice del regime. Questo ha lasciato sedimentare un sentimento antiamericano che oggi si traduce in prudenza strategica. Né Podemos né Sumar sono fenomeni “marginali”: sono state componenti organiche del governo e hanno spostato a sinistra il baricentro della coalizione. Il PSOE stesso, pur non rompendo formalmente con l’atlantismo, ha costruito uno spazio di ambiguità operativa che gli consente di disobbedire senza subire l’implosione.

Dall’altro lato, la Spagna ha un’agenda propria in America Latina, continente in cui detiene interessi economici e culturali primari, in competizione diretta con gli Stati Uniti. È il maggiore investitore europeo in Sud America e partecipa a numerose piattaforme regionali, anche antagoniste all’asse USA-NATO. Questo la obbliga a una postura ambivalente, perfino contraddittoria, che però si rivela utile nel gioco multipolare. Di qui la definizione della Spagna come “la Turchia dell’Occidente”: un alleato sì, ma con i propri conti, le proprie zone grigie, le proprie fughe laterali.

In questo quadro, l’Italia appare come un caso patologico di subordinazione. Il nostro establishment non solo non contesta le derive della NATO, ma le giustifica e le anticipa. La stessa Meloni, che si era presentata come espressione di un nazionalismo identitario, non ha esitato a inchinarsi a Trump, persino quando il tycoon minaccia apertamente l’autonomia europea e blandisce Putin. Il cortocircuito è evidente: ci stiamo armando, spendendo miliardi, per combattere un nemico (la Russia) che è in realtà l’alleato strategico dell’uomo forte che guida il nostro campo.

L’Occidente trumpiano non è più quello della Guerra Fredda. È un insieme slabbrato, polarizzato, attraversato da pulsioni autoritarie e strategie divergenti. In questo nuovo mondo, chi continua a obbedire è il più sottomesso. E, alla lunga, il più sacrificabile.

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: atlantismobasi militarifranchismogladioitaliamelonimoronNATOobbedientepedro sanchezputinrotaspagntrampianovassallaggio

Related Posts

Si vota a maggio, Meloni creerà il caso per uscire dalla palude. La fonte non è Nostradamus
Articoli

Si vota a maggio, Meloni creerà il caso per uscire dalla palude. La fonte non è Nostradamus

07/10/2026

Si vota a maggio. No, a novembre, il 28 domenica. Il balletto della data si balla dentro FDI, il partito...

Esercitazioni militari dell’US Navy nel Parco delle Madonie, la denuncia dei sindaci. Si allenano alla guerra in casa nostra? 
Articoli

Il brutto vizio di arruolare il Padreterno per fare gli affari propri, da Vance a Meloni

06/10/2026

“Nella sua ultima fatica letteraria, Communion, JD Vance racconta con ardore la riconquista di una dimensione spirituale contro le lusinghe...

“Il bacio dei glutei di Trump è un apostrofo rosa tra le parole t’odio…”
Articoli

Spagna, Francia…La bomba sociale arriverà in Italia? I ragazzi in prima linea

05/10/2026

Le rivolte dei ragazzi in Spagna e Francia dettano l’agenda politica, per amore o per forza, imponendo una priorità ai...

Primarie, secondare o che cosa? Amleto a capotavola. L’exit strategy
Articoli

Le primarie selezionano il leader e una quota di elettori da perdere, dal 5 al 10 per cento. Ecco perché

03/10/2026

Il 2 ottobre Schlein ha rivendicato il maggior peso del Pd nella costruzione del programma — «non è che uno...

Regionali, voto di gestione e non d’opinione. Clientele e affluenza. Il mercato della salute
Articoli

L’enigma. Il governo non piace al 59 per cento degli italiani, ma può vincere. le elezioni. Incubi, sogni e sondaggi

02/10/2026

C’è un enigma che gli esperti – sondaggisti, opinionisti, politologi – lasciano inevaso: il governo subisce un crollo nel gradimento,...

Il grande intrigo: benzina, bollette, speculazione, comparaggio
Articoli

Il grande intrigo: benzina, bollette, speculazione, comparaggio

30/09/2026

   "Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo". La legge di Archimede conferisce all’ENI il ruolo di salvatore della...

Next Post
Il partito degli astensionisti è il più forte d’Italia, il voto è un’arma micidiale. Il potere lo teme e lo vuole dormiente

Il “bullo al potere” non è un’anomalia, prevale l’aggressività e la semplificazione. Più insulta e regala menzogne, più risulta autentico

La parabola dell’imbecille, dalla gogna al trono

“Il bacio dei glutei di Trump è un apostrofo rosa tra le parole t’odio…”

La resa annunciata. Cosa c'è dietro il negoziato sui dazi: le big tech ipotecano il futuro dell’Europa

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Library
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati