• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

Conte e Salvini, affinità elettive Putin, Trump, EU, pace, armi e scardinamento del bipolarismo

15/04/2025
in Articoli
Reading Time: 3 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

La rivolta contro la barbarie russa si è espressa in decine di comunicati, speriamo sinceri. Due voci non si sono ascoltate, quantomeno nelle prime ore seguite al massacro, quella di Conte e quella di Salvini. Si è creato sopra di ciò uno scandalo, non poteva che crearsi ed è più che sacrosanto che si sia creato. Con un però: tener chiuse quelle due cazzo di bocche per un momento, evitare una volta tanto di dover commentare le puttanate che ne sarebbero uscite senza colpo ferire e viversi l’inconsueto silenzio in santa pace, ma che meraviglia! E invece no, due scassaballe tacciono e il Paese si lamenta. (Andrea’s Version, Il Foglio, 15.4.25)

Sono entrambi amici di Putin? E di Trump? O così fanno credere? Il corsivo del Foglio è lo spunto per riflettere su Giuseppe Conte e Matteo Salvini, la strana coppia, che coppia non è, ma in alcune stagioni della vita politica come l’attuale lo diventa, magari senza volerlo. Non per amore, ma per interesse. Lavorano entrambi per destabilizzare gli equilibri delle rispettive coalizioni con l’obiettivo di riconquistare la centralità perduta. Potremmo dire che Matteo Salvini sta a Giorgia Meloni, come Giuseppe Conte sta a Elly Schlein.

Matteo Salvini ha esternato nel corso del congresso leghista, il più stralunato congresso della storia repubblicana, il suo antico desiderio di ritornare Ministro dell’Interno, il Capitano di una stagione che, grazie a Giuseppe Conte, lo vide dapprima condottiero di memorabili battaglie contro poveri disgraziati che scappavano da kapò libici e onde marine, e poi immolarsi da imputato nel processo di Palermo da cui sarebbe uscito vittorioso e creditore di giustizia nella veste di salvatore dei confini nazionali (chi se non Salvini avrebbe potuto rappresentare nel teatro di cartone italico le due parti in commedia, di secessionista padano prima e nazionalista estremo oggi). “Con serenità parlerò con lui (Piantedosi) e con Giorgia Meloni”, annuncia ai leghisti trepidanti di prima e seconda fila, infervorato da un’atmosfera congressuale che per otto anni era stata evitata come la peste bubbonica dopo il suicidio del Papete. La perorazione non è uscita dal congresso, resta la sua eco timida.

Anche Giuseppe Conte ha vissuto il suo congresso stralunato, digitale e molto grillino, conquistando come Salvini l’egemonia del movimento, trasformato in partito.

Contingenze e non affinità elettive o neuronali, tracciano percorsi comuni. Per studi e postura culturale, i due divergono. Conte è un giurista, o qualcosa di simile, e Salvini un geometra che ha lasciato il righello per servire la patria (padana prima, italiana dopo), restando un ragazzone perennemente inseguito da furori giovanili, cui tenta di porre riparo in età adulta vestendo i panni del padre di famiglia in modo compulsivo. Il suo populismo è nativo, a differenza di quello di Conte, acquisito in territorio grillino, dove è stato trascinato per uno degli strani incroci del destino, ai quali gli stellati ci hanno abituato senza incontrare resistenza. Una volta dentro, a Conte si sono spalancate le vie della provvidenza: esterno al Movimento, è diventato Presidente del Consiglio, nel governo gialloverde, trovandosi accanto al Capitano, reduce di una performance nelle urne. Poi le cose si sono complicate: il divorzio è stato rappresentato in un’aula parlamentare (jaccuse di Conte, silenzi e faccette di Salvini). Conclusa la rappresentazione, zero sconvenienze.

Oggi si ritrovano lontani geopoliticamente e vicini nei fatti. Pacifisti senza se e senza ma, inflessibili accusatori dell’Europa colpevole oltre ogni ragionevole dubbio su tutto (“E’ lì che bisogna usare la motosega di Milei, è lì il problema delle nostre imprese, i dazi di Trump potrebbero riservarci delle opportunità per le imprese italiane, chi ritiene che Trump sia un. nemico non capisce un accidente”, il verbo di Salvini. E Conte: “non possiamo dire più Europa, se l’Europa è la von Derlayen”. Entrambi ben disposti verso gli autocrati (Trump, Putin…), sostenitori del disarmo UE, apprezzato da Putin. “Armarsi è un errore…”, sostiene Conte. “Se si prende questa strada senza ritorno, la guerra arriva davvero…”. Armiamo piuttosto le nostre imprese per poterle difendere, avverte la Lega salviniana.

La vocazione alla pace, senza una idea della pace, è un collante solido ma appare anche una sorta di comparaggio coperto da un nobile sentimento. In un contesto di guerra, il problema è far accettare la pace ai contendenti. E come, se non ponendo limiti e rinunce ad entrambe le parti, salvaguardando il diritto all’indipendenza ed alla libertà del Paese aggredito?  Avere un’idea di pace, dunque, scardinerebbe la coppia, ma costringerebbe ad assumersi la responsabilità di indicare una via alla pace.

Utili idioti senza averne coscienza? No, Conte e Salvini sanno quel che dicono e non dicono; i silenzi, le omissioni, i diversivi, al pari delle denunce, delle critiche disegnano un terreno di azione comune, disegnano convergenze e scelte. E’ l’anomalia italiana, forse una battaglia decisiva per la strana coppia, nemica del bipolarismo nazionale.

 

 

 

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: armibipolarismocontegialloverdepacepappeteputinsalvini

Related Posts

Il governo delle carceri ai boss. De Lucia contestato dal centrodestra siciliano
Articoli

Il governo delle carceri ai boss. De Lucia contestato dal centrodestra siciliano

28/07/2026

Processo mediatico a Maurizio De Lucia, Procuratore di Palermo, dal centrodestra siciliano. E’ stato istruito in Sicilia sul periodico governativo...

L’attacco allo Stato: da dove viene e chi lo usa. Il complottismo di lotta e di governo
Articoli

L’attacco allo Stato: da dove viene e chi lo usa. Il complottismo di lotta e di governo

27/07/2026

“Le felpe di Matteo Salvini non sono mai state un semplice capo d’abbigliamento. Sono il suo vero ufficio stampa. Prima...

17 aprile, il giorno della Locusta. Gli incubi degli italiani e l’amico americano
Articoli

Palazzo Chigi a stelle e strisce: Meloni copia Trump per non perdere le elezioni

20/07/2026

Ci sono inquietanti somiglianze fra ciò che accade nell’America di Trump e nell’Italia di Giorgia Meloni: sia la Casa Bianca...

Sparare alle spalle merita il paradiso? Come cancellare la civiltà del diritto e la legge dell’onore in un solo colpo
Articoli

Sparare alle spalle merita il paradiso? Come cancellare la civiltà del diritto e la legge dell’onore in un solo colpo

18/07/2026

A quanto pare sparare alle spalle per ammazzare – delinquenti o meno – è diventata una virtù. E qui la...

Regionali, voto di gestione e non d’opinione. Clientele e affluenza. Il mercato della salute
Articoli

Campo largo al 44,7%, Centro destra 42,9% e poi? Intenzioni di voto, la media di tutti i sondaggi

13/07/2026

Sulle intenzioni di voto cala,  come una mannaia, Youtrend, che per Sky propone la media ponderata dei sondaggi realizzati alla...

Garlasco, la forma nuova di governo: l’inganno, l’ipnosi collettiva. Svegliamoci
Articoli

NATO: il silenzio dei colpevoli. Da Rutte a Meloni

09/07/2026

Perché i membri dell’Alleanza Atlantica sono senza voce ed arrivano, assordanti, insolenti, le “bugiarderie” di Donald Trump e la sua...

Next Post
Lo stupro di Firenze e il “carabiniere siciliano” , storia sordida e razzismo strisciante

Stupratore seriale italiano e stupratore nordafricano: il crimine ha due volti, ma solo uno fa notizia.

USA non informa più, Ucraina sola, strage missil russi. Ricatto Trump, piegarsi a Putin

Strage Sumy, Ucraina. Sovranismo globale, convergenze tra Trump e Putin, legame che alimenta l'aggressione russa

“Il bacio dei glutei di Trump è un apostrofo rosa tra le parole t’odio…”

62 nuovi reati, più poteri ai Servizi Segreti, democrazia sotto sorveglianza. La denuncia di Sigfrido Ranucci, Report

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Library
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati