San Giuliano e l’Amore Segreto
(versi dedicati a Giorgia Meloni)
Nel palazzo di marmo e di storia,
tra i corridoi pieni di gloria,
il ministro San Giuliano sedeva,
ma nel suo cuore un amore viveva.
Assisteva a consigli e riunioni,
mentre il suo cuore faceva illusioni;
non dei poteri, né della gloria,
ma della sua assistente la dolce memoria.
Era lei, gentile e sincera,
con un sorriso di primavera,
ad accompagnarlo ogni giorno lì,
ignara del sentimento che cresceva in lui.
Con ogni parola e ogni gesto,
San Giuliano sentiva più manifesto
quel sentimento che lo consumava,
ma che il silenzio, per ora, dominava.
Il suo cuore batteva, confuso e sospeso,
per quell’amore proibito, inatteso.
Era ministro, con doveri e potere,
ma innamorato senza volere.
Un giorno d’autunno, tra carte e lavoro,
lei gli si avvicinò, quasi per gioco:
“Sire, c’è una lettera da firmare”,
ma lui nei suoi occhi vedeva il mare.
Il ministro sospirò, senza parlare,
e con la mano tremante iniziò a firmare.
Le disse soltanto con un fil di voce:
“Se solo il cuore si potesse domare”.
Ma lei rise, dolce e sincera,
senza sapere dell’ombra severa,
che pesava sul cuore del suo ministro,
diviso tra l’amore e l’impegno amministrativo.
Passarono i giorni, e i mesi anche loro,
l’amore cresceva, un silenzioso tesoro.
Ma San Giuliano rimase fedele,
al dovere, all’onore, con mani di miele.
E forse, un giorno, lontano o vicino,
svelerà il segreto nascosto al destino.
Ma per ora, la storia è celata,
come una fiamma, tenera e velata.






