“L’Unione Europea è nata per fregarci”, L’affermazione secondo cui “L’Unione Europea è nata per fregarci”, di Donald Trump, è un’accusa populista priva di fondamento. Essa individua un nemico esterno; crea un colpevole delle fragilità statunitensi (l’UE, le élite, i tecnocrati di Bruxelles) e aiuta a canalizzare il malcontento popolare e a evitare che venga rivolto contro i leader nazionale.Trump parla a un pubblico specifico: l’elettorato di Trump, così come quello di molti movimenti sovranisti in Europa, è spesso composto da gruppi sociali che si sentono penalizzati dalla globalizzazione e cercano risposte semplici e dirette.
Il fine ultimo è garantire che gli Stati Uniti possano continuare a esercitare la loro influenza sull’Europa senza dover affrontare un’UE forte e unita. Questa narrazione non è nuova: storicamente, gli USA hanno spesso giocato su divisioni interne all’Europa per mantenere la loro leadership globale. Donald Trump ha avuto un ruolo significativo nel sostegno alla Brexit, e la sua vicinanza a Nigel Farage, leader della Brexit, non è stata casuale. Ha agito come una sorta di “padrino” della Brexit, affidando a Farage un ruolo chiave nella sua strategia geopolitica. Trump aveva ottimi rapporti con i partiti euroscettici come la Lega in Italia e il Rassemblement National in Francia, sperando in un effetto domino che indebolisse Bruxelles
Subito dopo la vittoria di Trump alle elezioni USA (novembre 2016), Farage fu il primo politico britannico a incontrarlo alla Trump Tower, molto prima della premier Theresa May. Trump lo indicò addirittura come candidato ideale per diventare ambasciatore britannico negli USA, una provocazione diretta al governo britannico. Anche allora, come oggi, Trump ha tre motivi strategici: indebolire l’Unione Europea; rinegoziare le relazioni commercia; sostenere i movimenti sovranisti in Europa.
La realtà è che l’UE è stata creata per rendere l’Europa più forte e più stabile, proprio come gli Stati Uniti si sono uniti per diventare una potenza globale. L’UE nasce dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale con un obiettivo chiaro: garantire la pace, la stabilità economica e la cooperazione tra nazioni europee che, fino a pochi anni prima, erano in guerra tra loro. La CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, 1951) e poi la CEE (Comunità Economica Europea, 1957) furono create per evitare futuri conflitti e favorire la crescita economica.
Gli Stati Uniti sono una federazione di stati con un governo centrale forte, mentre l’UE è un’unione di stati sovrani che hanno scelto di cooperare su vari fronti, mantenendo però ampia autonomia nazionale. Se l’UE fosse nata per “fregare”, allora dovremmo porci la stessa domanda sugli USA: è stata creata per ingannare gli stati membri? Ovviamente no. Gli USA sono nati per unire e rafforzare territori che da soli sarebbero stati più deboli, esattamente come l’UE tende ad offrire ai suoi membri più peso politico ed economico a livello globale.
Dopo secoli di conflitti sanguinosi non c’è stata nessuna guerra tra i suoi membri in oltre 70 anni. L’accusa di Donald Trump, non è però solo una provocazione, ma rientra in una strategia politica ben precisa. Bisogna analizzare tre elementi chiave: il contesto geopolitico della dichiarazione, gli interessi strategici degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa, il linguaggio populista e la costruzione del nemico esterno.
L’Unione Europea, nonostante le sue fragilità interne, rappresenta una forza economica, politica e diplomatica capace di negoziare da pari con gli Stati Uniti. Questo è un problema per chi, come Trump, vuole che i rapporti bilaterali prevalgano su quelli multilaterali, perché gli USA hanno più forza nel trattare con singoli paesi piuttosto che con un blocco unito.
L’accusa di Trump in definitiva mira a minare la credibilità dell’UE e a rafforzare i movimenti euroscettici, con tre obiettivi principali:
- Favorire la frammentazione europea: Se l’UE perde coesione, gli Stati Uniti possono trattare con i singoli stati membri da una posizione di forza, senza dover affrontare un’unica entità negoziale più potente.
- Indebolire la capacità dell’UE di contrastare il dominio economico americano: L’UE è un attore chiave in settori strategici come la regolamentazione dei mercati digitali e la concorrenza con le big tech americane (Google, Apple, Amazon, Facebook). Un’UE debole significa meno ostacoli per le multinazionali USA.
- Rafforzare l’asse con i governi sovranisti europei: Trump ha sempre avuto buoni rapporti con leader come Viktor Orbán e Matteo Salvini, che condividono la sua visione anti-globalista e anti-europeista. Alimentare la narrativa dell’UE come “truffa” ai danni dei suoi membri aiuta a rafforzare questi movimenti.
(La vignetta di Giannelli è stata pubblicata sul Corriere della Sera)







