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Attendendo J.D. Vance, il Vicepresidente “senza freni”: due mesi di giudizi taglienti e bersagli multipli

02/04/2025
in Articoli
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Atteso come Babbo Natale da Matteo Salvini e da Giorgia Meloni, tanto da ingaggiare una farsesca competizione per l’accesso friendly alla Casa Bianca, in poco più di sessanta giorni dall’insediamento come Vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance ha tracciato un solco netto nel panorama politico nazionale e internazionale. Contrariamente al ruolo istituzionalmente defilato della vicepresidenza USA, Vance ha scelto un approccio diretto, talvolta caustico, che lo ha reso protagonista di una raffica di dichiarazioni critiche verso avversari politici, figure pubbliche e istituzioni. Il suo tono è diventato uno dei tratti distintivi dell’amministrazione in carica ed è apparso, spesso, lasciare indietro in quanto a maniere spicce e assenza di galateo istituzionale, l’irruento e istintivo Trump.

Le dichiarazioni più aspre hanno avuto come bersaglio principale il sistema giudiziario federale, accusato da Vance di “aver perso ogni legame con la volontà del popolo” in riferimento ad alcune decisioni su immigrazione e diritti delle armi. In un’intervista alla CNN, ha parlato di “giudici che vivono in un universo parallelo, immune alle preoccupazioni dei cittadini americani”. Un mantra del sovranismo internazionale, che in Italia può contare su autorevoli credenti.

Ma la critica non si è fermata alle toghe federali. Nel corso di una visita in Ohio, suo stato d’origine, Vance ha puntato il dito contro “le élite universitarie”, accusandole di “indottrinare intere generazioni contro i valori fondamentali della nazione”. L’uscita ha provocato immediate reazioni da parte di rettori e accademici, che hanno definito le sue parole “un attacco generalizzato e infondato contro il mondo della conoscenza”.

Non è mancato un affondo nemmeno verso alcune aziende tecnologiche della Silicon Valley, accusate dal vicepresidente di “soffocare la libertà di espressione e manipolare la verità”. Una curiosa interferenza in un ambito che si è schierato, a cominciare da Elon Musk, su posizioni trumpiste.

In ambito internazionale, Vance ha criticato duramente l’Unione Europea definendola “un’entità burocratica che ostacola la sovranità degli Stati nazionali” e ha lanciato commenti poco diplomatici (parassiti )nei confronti di alcuni alleati storici degli Stati Uniti, suscitando interrogativi nei circoli diplomatici su possibili cambiamenti di rotta nella politica estera americana.

Secondo un’analisi effettuata dal think tank American Political Discourse Observatory, Vance ha rilasciato almeno 19 dichiarazioni pubbliche classificabili come “fortemente critiche” solo nel mese di febbraio, contro una media storica di tre per vicepresidenti nello stesso periodo di mandato. Indimenticabile la missione in Germania alla vigilia delle elezioni politiche, durante le quali si schierò a favore dell’estrema destra tedesca ricca di venature naziste.

JD Vance è stato contestato nel Vermont, idopo lo scontro alla Casa Bianca con il presidente Ucraino Volodymir Zelensky. in una località sciistica nel Vermont dove aveva programmato una vacanza con la famiglia. Vance, in quella circostanza fu particolarmente irriguardoso verso l’ospite. “Vada a sciare in Russia perché JD Vance non ha amici nel Vermont, ma ha un sacco di amici in Russia, quindi dovrebbe andare lì in vacanza”, ha detto uno dei manifestanti, Tekla Van Hoven di Waterbury, a WCAX-TV.

A due mesi dal suo insediamento, la cifra retorica di Vance è dunque chiara: rottura con i toni paludati della tradizione, attacchi frontali e una narrazione populista che non lascia spazio a mediazioni. Ma la vera incognita resta l’effetto di questa comunicazione tagliente sulla stabilità istituzionale e sulla coesione interna del governo guidato dal Presidente. Con un’opinione pubblica divisa, e alle porte sfide legislative decisive, il prossimo capitolo potrebbe rivelarsi ancora più complesso.

Ci sono altri episodi, che hannop innescato polemiche.

Quella che inizialmente la Casa Bianca aveva definito una visita della Second Lady per conoscere meglio la cultura della Goenlandia  si è rapidamente trasformata in un oggetto di polemica, ed è stata definita dal leader del territorio semiautonomo danese, Múte Egede, come “altamente aggressiva“.

Il primo viaggio di Vance all’estero – con conferenze a Parigi e in Germania – si era distinto per la sua dura retorica nei confronti dell’Europa, un punto di vista rafforzato dai suoi messaggi rivelati in una chat privata di Signal sull’azione militare nello Yemen ( “Purtroppo, i leader danesi hanno passato decenni a maltrattare il popolo groenlandese, trattandolo come cittadini di seconda classe e lasciando che le infrastrutture dell’isola cadessero in rovina.”)

Vance ha dichiarato che “il governo federale di Donald Trump e lo stesso presidente statunitense sono molto interessati alla sicurezza dell’Artico”, aggiungendo: “Come sapete tutti, è una grande questione e non farà che crescere nei prossimi decenni.”

Le giornate italiane di J.D.Vance  potrebbe suscitare uno tsunami politico. La sua accoglienza verrà osservata con attenzione e, per alcuni versi, con qualche preoccupazione. Gli obiettivi che il Vice Presidente si propone non sono chiari perché le reali motivazioni della visita non sono state oggetto di annuncio istituzionale. Una vacanza, la ragione formale, che è stata preceduta da una visita Italia della moglie, Usha Chilukuri, a Torino, prima volta in Italia e in Europa da Second, come guida della delegazione statunitense per gli Special Oliympics, i giochi per disabili fisici e mentali in programma nel Capoluogo piemontese dall’8 al 13 marzo. Usha Chilukuri costituì una sorpresa per la sua sobrietà e una marcata sensibilità verso un mondo, quello dei fragili, che il marito non tiene in alcuna considerazione, stando ai decreti ed agli annunci dell’amministrazione statunitense nell’era Trump. 

Sarebbe intenzione di Vance incontrare il Papa, ma è davvero improbabile che ciò possa avvenire per la salute, ancora precaria, del Pontefice. Resta dunque una sola ipotesi: creare forti legami politici con i membri del governo italiano in piena guerra commerciale. Chi vivrà, vedrà.Eè un tempo di lupi.

 

 

 

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Tags: esstrema destrapapatorinotrumpUsha Chilukurivacanzavancezelensky

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