Per inerzia, sono rimasto davanti al teleschermo su Rai2, che non frequento solitamente, mentre andava in onda John Wick 4, film campione di incassi e decessi stando alle statistiche. Ho assistito per un quarto d’ora, come in trance, a sequenze agghiaccianti, senza interruzione di continuità, e poi sono passato ad altro per disintossiocarmi.Pistole, mitra, coltelli, mani nude, fiumi di sangue, primi piani orribili, personaggi spietati d’ambo i generi, a cominciare dal protagonista.. Ho appreso attraverso siti specializzati: che uccide circa 140 nemici da solo, Nei tre film che precedono il quarto, dedicati alla saga di John Wick fino ad oggi, c’è un’uccisione in media ogni 1 minuto e 11 secondi. Considerando l’arco temporale in cui si svolgono i quattro film, che finora abbraccia circa una settimana, John uccide una media di 42,7 persone al giorno.
Il film non ha una storia, se ce l’ha non riesce a ricordarla allo spettatore, perché non è possibile distrarsi dalla sequela di cadaveri. Il conteggio delle uccisioni di John Wick tocca il record nel quarto capitolo, in cui il personaggio di Keanu Reeves ammazza 140 nemici da solo. E’ con il Wick 4 che il tasso di violenza, sparatorie, combattimenti e brutali decessi raggiunge il parossismo. Una macumba di ammazzamenti, altrop che western.
Lo spettacolo osceno è stato offerto in prima serata dal servizio pubblico, che non deve inseguire gli incassi né l’audience, dal momento che i contribuenti italiani ne assicurano l’esistenza in cambio di un messaggio educativo utile. Quali meriti, motivazioni, ragioni ne hanno suggerito di proporre la visione?
Scandalosa la concomitanza di una programmazione scandalosa con episodi in cui giovanissimi, per un banale litigio, tirano fuori coltelli o pistole uccidono coetanei, spesso per futili motivi come a Napoli, Roma, Milano o Palermo, e non solo. Una allarmante spirale di violenza fuori controllo, avverte Antonio Chiaramonte, Presidente di “Cinemaset” che chiede un intervento serio e urgente su ciò che viene trasmesso in tv e al cinema. La Rai invece che costituire un modello e dare il buon esempio, come pretende la sua ragione sociale, rincorre l’audience con il peggiore cinema americano e le sue lezioni di barbarie, che inducono l’assuefazione al crimine e cancellano i confini fra la fiction e la realtà.







