“Da quel piano si deve partire….”. L’ultimatum di Trump all’Ucraina, in nome e conto di Putin, non allontana Meloni dalla Casa Bianca, Il sostegno a Zelensky si sfarina, la partnership europea è stata erosa giorno dopo giorno. La pace giusta di Trump è una resa senza condizione, nella quale trova posto perfino un congruo compenso agli Stati Uniti. Dopo avere costretto gli europei e i paesi Nato a comprare armi americane ed essersi assicurato contratti vantaggiosi sulle terre rare ucraine, dopo avere picconato con I dazi gli europei e distrutto o snobbato ogni barlume di multilateralismo (nel G8 in corso Trump è assente), gli Stati Uniti completano la loro conversione.
L’Europa può essere barattata: Russia e Cina approvano il Piano Trump su Gaza, dopo averlo fortemente osteggiato all’ONU, e il giorno successivo Putin riceve l’ultimatum all’Ucraina con posta celere. Gli aggrediti, palestinesi e ucraini, sono tenuti fuori dalle guerre che hanno subito. La guerra mondiale a pezzi, evopcata da Papa Francesco, produce la “Jalta a pezzi”: il nuovo assetto del mondo affidato ai nuovi padroni . L’Italia torna la terra di mezzo, come al tempo della cortina di ferro, incapace di esprimere una posizione riconoscibile e dignitosa. Nessun ruolo, ambiguità mascherata dalla fedeltà all’Occidente asfaltato da Trump come area politica e presidio di democrazia.
Ma Putin ha un pied à terre in Italia: può contare su un pezzo di governo, su partiti, su giornali governativi. E su mezzi e ingenti risorse umane, fabbriche di fake news, hacker a tempo pieno. E c’è pure anche un’area post-comunista…molto comunista che presidia le buone ragioni dell’invasione ucraina e di Putin, quasi fosse ancora in vita l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. La Lega, partito di governo, è gemellata con il Partito Russia Unita di Putin.
Il governo è presidiato dal Vice Presidente del Consiglio, Matteo Salvini; i giornali governativi, ben quattro, appartengono ad un parlamentare del maggior partito della maggioranza di governo, e flirtano con Mosca e maltrattano l’Europa; un altro giornale popolare, vicino al M5S è smaccatamente filorrusso ed antieuropeo.
Più che un pied à terre, quello italiano è un residence. Nemmeno al tempo di Berlusconi, Putin era così ben…ospitato. Oggi ci sono i patrioti senza patria a dettare l’agenda del fuuro.








