• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

Trump con Machado, Zelensky e Meloni: tre immagini, lo spirito del tempo. Va in scena piaggeria, insulto, dominio

17/01/2026
in Articoli
Reading Time: 3 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

La nostra epoca, spiccia e brutale, si lascia cogliere nelle immagini. Tre fotografie colgono lo spirito del tempo, meglio di qualunque lezione di storia: prese insieme, non spiegano il mondo, lo mostrano. Ma ciò che mostrano è semplice e severo: la forza non si giustifica più, si espone: garantisce il consenso e lo diffonde. Non si interpella il potere, gli si consegna. Non c’è violenza nello scatto, ma c’è una resa, la richiesta di asilo al vincitore. L’umiliazione della “vittima”.

Nobel Peace Prize. Il gesto è calibrato, la luce è gentile. Ma l’immagine non parla di pace: parla di trasferimento simbolico di legittimità. L’oro cambia mano, il senso cambia padrone. La virtù diventa pegno, la causa diventa offerta. La forza non ha bisogno di argomenti: chiede attestazioni.

Nella seconda immagine Volodymyr Zelensky è insultato, a sangue, nello spazio rituale del potere. Il volto teso, la postura trattenuta. Qui la fotografia scolpisce l’umiliazione come metodo. Non è l’ira che conta, ma l’asimmetria resa visibile: la forza parla, l’altro ascolta. La scena non è un incidente; è una pedagogia.

Nella terza immagine Giorgia Meloni riceve un complimento sull’avvenenza a Sharm el-Sheikh. Il potere si fa galanteria, la politica si fa estetica. È il soft power della dominazione: ridurre la rappresentanza a ornamento, l’alleanza a sorriso. Anche qui, nessun equivoco: chi nomina, domina.

Tre scatti, un solo asse. Trump è il protagonista trino: dispensatore di investiture, regista dell’umiliazione, arbitro del riconoscimento. Gli altri entrano come comparse — non per colpa, ma per funzione — a ricordarci la svolta. Lo spirito del tempo non si proclama: si fotografa. E in queste immagini la cifra è una sola, nuda e coerente: la forza. Non come eccezione, ma come grammatica.

Le tre fotografie, apparentemente eterogenee, compongono una piccola trinità profana dello spirito del tempo. Il protagonista è uno e trino: Donald Trump. Gli altri personaggi — Maria Corina Machado, Volodymyr Zelensky, Giorgia Meloni — non sono comprimari per statura storica, ma per funzione simbolica. Servono a rendere visibile ciò che domina: la forza come principio ordinatore del mondo.

Nella prima immagine, Maria Corina Machado dona a Trump la medaglia ricevuta in nome del Nobel Peace Prize. Il gesto è solenne, quasi liturgico. Ma ogni liturgia presuppone un dio, e qui il dio non è la pace. È il potere. La fotografia registra un passaggio di senso: ciò che nasce come riconoscimento etico diventa tributo politico. La donazione, tuttavia, è un nonsense. Il Nobel non può essere trasferito, il messaggio è menzognero.

La seconda fotografia è priva di ambiguità. Zelensky viene insultato, esposto, degradato nello spazio simbolico del comando. Non è un diverbio: è una messa in scena. Come in Hobbes, il sovrano non persuade, decide; ma qui la decisione assume una forma nuova, spettacolare. L’umiliazione diventa linguaggio politico. Carl Schmitt scriveva che sovrano è chi decide sullo stato di eccezione. Trump aggiorna la formula: sovrano è chi decide chi può essere umiliato pubblicamente. La fotografia non documenta un eccesso emotivo, bensì una grammatica del potere: la forza non argomenta, espone. Non confuta l’avversario, lo riduce a corpo visibile, vulnerabile.

La terza immagine, scattata a Sharm el-Sheikh, sembra la più innocua. Trump si complimenta con Giorgia Meloni per la sua avvenenza. Proprio per questo è la più rivelatrice. Qui la forza si fa carezza, ma resta forza. Il complimento non è galanteria: è riduzione simbolica. La rappresentanza politica scivola nell’estetica, il ruolo istituzionale si assottiglia in qualità personale. Guy Debord aveva avvertito: nello spettacolo, tutto ciò che era vissuto direttamente si allontana in una rappresentazione. Qui la politica non si allontana: si svuota. Il potere maschile, imperiale, nomina e classifica; l’alleata viene riconosciuta non per ciò che decide, ma per ciò che appare.

Queste tre immagini non raccontano tre storie, ma una sola. La pace che si inginocchia, la resistenza che viene umiliata, l’alleanza che viene estetizzata. In ciascun caso, la forza non è un mezzo: è un criterio di verità. Nietzsche aveva intravisto il pericolo di un mondo in cui i valori non vengono più confutati, ma sostituiti. Qui la sostituzione è compiuta. Il giusto non è ciò che è tale, ma ciò che è forte; il vero non persuade, prevale.

Per questo gli altri sono comparse. Non solo perché irrilevanti, ma perché intercambiabili. Potrebbero essere altri volti, altre mani, altri corpi. Il centro resterebbe identico. Trump non è solo un leader: è una funzione storica. La sua immagine condensa ciò che l’epoca accetta, tollera, infine acclama.

 

 

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: asilodominioforzaimmaginimachadonobelpotereresaSharm el-Sheikhspiritostudio ovaletempotrumpumiliazionezelensky

Related Posts

La memoria ricorda ciò che vuole, dimentica ciò che non sopporta, riscrive gli eventi
Articoli

Gli affari del mondo e quelli di casa. Se la Sicilia non conta niente…

13/02/2026

Una cara amica mi rimprovera, con quella levità che ferisce più di una polemica, di trascurare la Sicilia nelle vicende...

Uno straordinario caso di buon giornalismo: Tiziana Panetta corregge Giubilei su La7. Merita il premio Pulitzer per come stanne le cose
Articoli

Trump, il predatore senza prede… Le prede sono diventate meno vulnerabili e più rare, e la foresta pullula di competitori e di nemici

12/02/2026

(di Pino Arlacchi) L’anima estorsiva e plutocratica degli Stati Uniti espressa da Trump che lascia ai gonzi il credo dell’America...

Ucraina, Minneapolis, Gaza…I reporter ammazzati, licenziati, rimpiazzati dai social al servizio del potere dominante..
Articoli

Ucraina, Minneapolis, Gaza…I reporter ammazzati, licenziati, rimpiazzati dai social al servizio del potere dominante..

11/02/2026

Nei tre anni di guerra a Gaza, i giornalisti non hanno potuto mettere piede. Stessa cosa nell’Ucraina invasa dai russi,...

Lo scambio di amorosi sensi fra Donald e Vladimir, mentre si muore in Ucraina e Gaza. Pace finta e affari veri
Articoli

Putin subisce 1,2 milioni di perdite, conquista il 20 per cento dell’Ucraina. Sarebbe cacciato a pedate in un paese democratico

09/02/2026

Nel racconto ufficiale del Cremlino e in quello, più sorprendente, di alcuni commentatori occidentali, la guerra in Ucraina sarebbe ormai...

Jeffrey Epstein è morto, la Fabbrica del Ricatto è viva e vegeta. I Files sono in mano a Trump. Valgono più delle testate nucleari. Chi ricatta è ricattato?  
Articoli

Jeffrey Epstein è morto, la Fabbrica del Ricatto è viva e vegeta. I Files sono in mano a Trump. Valgono più delle testate nucleari. Chi ricatta è ricattato?  

07/02/2026

La Fabbrica del Ricatto è nata in una isola privata, Little St. James Island, Isole Vergini americane, ed è stata...

Il doppio standard del governo: le folle degli stadi estranei ai crimini dei delinquenti, le folle dei cortei complici
Articoli

Il doppio standard del governo: le folle degli stadi estranei ai crimini dei delinquenti, le folle dei cortei complici

06/02/2026

Negli stadi il principio è chiaro, quasi ovvio: i delinquenti sono riconoscibili. Hanno nomi, volti, precedenti, spesso appartenenze organizzate. Nessuno,...

Next Post
La politica come esercizio di coercizione, da Washington a Roma

La politica come esercizio di coercizione, da Washington a Roma

Hai più fiducia nella giustizia o nella politica? L’abbrivio indesiderato di chi utilizza gli affari giudiziari correnti per attrarre consensi alle urne

Hai più fiducia nella giustizia o nella politica? L’abbrivio indesiderato di chi utilizza gli affari giudiziari correnti per attrarre consensi alle urne

40 mila magistrati intercettabili, Report denuncia, Nordio s’arrabbia. Ranucci conferma

40 mila magistrati intercettabili, Report denuncia, Nordio s’arrabbia. Ranucci conferma

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati