La madre di tutte le battaglie si combatte sul presunto comparaggio fra giudicante e Procure. Separando le carriere si guarirebbe il bubbone. I contatti frequenti, le amicizie, la comune cultura giuridica, e la possibilità di emigrazione da una funzione all’altra non permetterebbero la par condicio, una vera reale terzietà fra difesa e accusa.
I numeri, cioè i fatti, ci dicono che le assoluzioni nei processi vengono riconosciuti agli imputati portati in giudizio dai pubblici ministeri sono il 59,1 per cento e nell’anno successivo, il 2025, ammontano al 53 per cento. Sei volte su dieci quegli elementi che ostacolano un processo giusto per gli imputati sono ininfluenti. In più il pubblico ministero non. ha l’obbligo di perseguire l’imputato, come avviene negli USA, ma di cercare la verità. La sua istruttoria, sulla carta, propone un giudizio di merito.
Le assoluzioni sono il risultato di istruttorie deboli e processi infondati?
Impossibile, dovremmo ipotizzare che l’occhio di riguardo dei giudici verso i pubblici ministeri in sede processuale venga meno. L’amichettismo è una consuetudine della politica e inquina l’indipendenza. Ricordate quel clamorosa caso della nipote di Mubarak, il Presidente egiziano? Fu il Parlamento italiano a “riconoscerla” come tale per giustificare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Un episodio che ci fa arrossire di vergogna ancora oggi.
Quanto alle emigrazioni, che il referendum sarebbe chiamato a vietare, ove venisse approvata la riforma della magistratura, solo lo 0,3 per cento dei magistrati, un numero assai marginale, ne subirebbe le conseguenze. Le regole, oggi vigenti, sono molto onerose: chi chiede di cambiare funzione, deve cambiare anche residenza, non può operare nello steso distretto giudiziario in cui ha esercitato la funzione.
E allora? La questione è politica. Le modifiche della Costituzione che la riforma del governo pretende creano le condizioni perché si alteri piuttosto il sistema di bilanciamento dei poteri: il potere esecutivo è insofferente ai limiti (tribunali penali, civili, corte dei conti), e mira ad una primazia. Giusto ciò che avviene negli USA di Donald Trump, il riferimento politico di Giorgia Meloni.








