Sigonella torna in prima pagina dopo essere stata ignorata a lungo grazie al “NO” del governo italiano, venerdì scorso, all’atterraggio di bombardieri USA diretti sul fronte di guerra. Nei piani di volo c’era Sigonella alla partenza dei bombardieri dagli USA. Il “NO”, uscito in gran spolvero dal referendum, sarebbe stato sbattuto in faccia ai piloti. Improvviso e scortese? O meditato e spendibile come un segno di discontinuità della politica filo-trumpiana di Giorgia Meloni?
L’episodio risale a cinque giorni prima, circa, dalla rivelazione, e di esso ha dato informazione la stampa estera in prima battuta, e non il governo italiano, nonostante la sua rilevanza politica.
I movimenti dei militari USA in Sicilia, esercitazioni in aree vicine a Sigonella, erano stati denunciati dalle autorità locali con preoccupazione senza provocare reazioni: sia il governo quanto la stampa nazionale le hanno di fatto ignorate o quasi.
Lo stop ai bombardieri in volo è stato riferito dal Corriere della Sera. I dati del traffico aereo, consultati dal Fatto e dal Wall Street Journal, dimostrano che contrariamente alle dichiarazioni formali di Palazzo Chigi e della Difesa, dopo l’attacco degli USA all’Iran sono continuati regolarmente i voli militari della US Air Force o della US Air Navy verso target militari. Il Wall Street Journal alcuni giorni or sono ha recentemente scritto che l’Italia è uno dei paesi che stanno concedendo assistenza agli Stati Uniti. Altro che logistica, come prevede il protocollo Italia-USA.
Gli attacchi missilistici iraniani alle basi americane nei Paesi del Golfo e la capacità di colpire a grandi distanze dei vettori (fino a quattromila km), hanno fatto saltare “il tappo”. Devastanti le conseguenze di una reazione iraniana su target mediterranei, dopo Cipro e Turchia.
La versione del divieto ai bombardieri lungo la rotta è poco credibile, anche perché arriva in scia al divieto della Spagna, che ha inibito agli USA lo spazio aereo nel suo territorio. E’plausibile invece che le ambiguità e le coperture finora concesse all’amico americano siano cadute e si sia voluto mostrare un reale dissenso di non coinvolgimento alle azioni belliche, che Meloni “non condivide e non condanna”.
L’interesse della stampa nazionale su Sigonella si spiega proprio con ilo fatto che l’Italia era l’ultima ridotta europea
Favorevole a Trump per la tenacia attività consociativa, seppur ininfluente, del governo italiano. Insomma, è come se fosse caduto un pilastro della politica americana in Europa.
Tanto rumore per nulla? Il Ministro della Difesa, Crosetto, ha minimizzato. Non cambia niente, facciamo rispettare i protocolli dell’alleanza, ha precisato. E’ la natura dei protocolli che ci lasciano interdetti. Sigonella è davvero fuori dai percorsi di guerra? Dove comincia e finisce l’attività logistica? La Spagna ha risolto la questione chiudendo lo spazio aereo, dopo avere affermato in modo netto la sua contrarietà alle iniziative belliche di Donald Trump. Il Primo Ministro Sanchez non è mai stato un amico di Donald Trump, senza subire conseguenze aggiuntive a quelle subite dagli europei. Insomma si può stare con la schiena dritta e sopravvivere, magari senza dover augurarsi che il nemico di Trump, disperato, faccia nel Mediterraneo, quello che ha fatto nel Golfo.








