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Insegnanti, critici, giornalisti? E’ l’era della cultura orizzontale, il fai-da-t…

15/09/2024
in Articoli
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“La cultura orizzontale,” scritto da Giovanni Solimine e Giorgio Zanchini e pubblicato da Laterza, è un saggio che analizza l’evoluzione della cultura contemporanea in relazione all’impatto della digitalizzazione e dell’accesso diretto alla conoscenza attraverso Internet. Il termine “cultura orizzontale” descrive un sistema culturale in cui gli individui non sono più semplicemente fruitori passivi, ma diventano produttori di contenuti, partecipando attivamente alla creazione e alla diffusione del sapere tramite piattaforme come social media, blog e altre tecnologie digitali​.

Uno dei temi centrali del libro è la disintermediazione, ovvero la perdita di importanza delle figure che tradizionalmente fungevano da mediatori culturali, come insegnanti, critici e giornalisti. Questo fenomeno, alimentato dall’accesso immediato alle informazioni tramite la rete, mette in discussione l’autorevolezza dei saperi tradizionali, creando nuove sfide per la trasmissione della conoscenza​. Gli autori, tuttavia, non si limitano a esaminare i lati positivi di questa democratizzazione culturale, ma riflettono anche sui rischi, come la frammentazione del sapere e la superficialità delle competenze digitali. La cultura orizzontale permette a chiunque di esprimersi, ma potrebbe minare la qualità del dibattito culturale e allontanare il pubblico dagli esperti. Inoltre, si analizzano le differenze generazionali nel modo di fruire la cultura, mettendo a confronto le generazioni cresciute senza Internet con quelle che invece hanno sempre avuto a disposizione strumenti digitali​.

Il libro si presenta come una riflessione critica e accessibile su questi cambiamenti, offrendo una panoramica aggiornata sui vari ambiti culturali, come cinema, musica e televisione, influenzati dalle tecnologie digitali​.

La “cultura orizzontale” è un concetto che descrive l’evoluzione del mondo culturale nell’era digitale, in cui i confini tra produttori e consumatori di cultura si sfumano. A differenza della cultura “verticale” del passato, dominata da esperti, critici e mediatori culturali come insegnanti o giornalisti, la cultura orizzontale si caratterizza per la partecipazione diffusa e il contributo di tutti gli utenti della rete. Ogni persona, grazie a Internet e ai social media, può non solo accedere a informazioni, ma anche creare e condividere contenuti, diventando a sua volta un produttore culturale​.

Questo cambiamento ha portato a una democratizzazione della cultura, rendendola accessibile a chiunque possieda le competenze tecniche per utilizzare gli strumenti digitali. Tuttavia, ciò ha anche generato una frammentazione del sapere e una crescente difficoltà a distinguere tra contenuti autorevoli e non autorevoli, riducendo il ruolo dei tradizionali mediatori del sapere​(

In sintesi, la cultura orizzontale è caratterizzata da:

  • Accesso diretto e disintermediato alla conoscenza.
  • Creazione e fruizione simultanea di contenuti da parte degli utenti.
  • Sfocatura dei confini tra cultura “alta” e “bassa” e tra esperti e pubblico​(

L’accesso diretto e disintermediato alla conoscenza è un fenomeno che si è sviluppato con l’avvento di Internet e delle tecnologie digitali. In precedenza, la trasmissione della conoscenza avveniva tramite figure intermediarie come insegnanti, critici, giornalisti ed editori, che fungevano da filtri e garantivano l’autorevolezza delle informazioni. Oggi, grazie alla rete, chiunque può accedere immediatamente a una vasta gamma di informazioni senza passare attraverso questi mediatori tradizionali​.

Questa democratizzazione dell’accesso alla conoscenza è uno degli aspetti fondamentali della cultura orizzontale. Gli utenti non sono più limitati dall’autorevolezza delle fonti tradizionali, ma possono ricercare autonomamente informazioni e produrre contenuti che, grazie alla rete, possono essere immediatamente disponibili a milioni di persone. Tuttavia, questo accesso diretto comporta anche dei rischi, come la difficoltà di valutare l’affidabilità delle fonti e la crescente frammentazione del sapere​.

In sintesi, l’accesso disintermediato consente una maggiore libertà e partecipazione culturale, ma richiede anche competenze critiche per navigare nel sovraccarico di informazioni disponibili.

La creazione e fruizione simultanea di contenuti da parte degli utenti è un aspetto chiave della cultura orizzontale. Questo concetto riflette il fatto che, nell’era digitale, gli individui non si limitano più solo a consumare passivamente contenuti culturali, ma partecipano attivamente alla loro produzione e diffusione. Gli utenti di Internet e delle piattaforme sociali possono creare contenuti come articoli, post, video o immagini, e allo stesso tempo fruire dei contributi di altri utenti senza distinzioni nette tra creatori e consumatori​.

Questo fenomeno è facilitato dalla natura interattiva delle piattaforme digitali, che permettono a chiunque di esprimersi e condividere le proprie opinioni, esperienze e conoscenze. Per esempio:

  • Pubblicare un video su YouTube o un post su Instagram non richiede l’approvazione di un intermediario.
  • Ogni utente può partecipare al dibattito culturale attraverso commenti, condivisioni o creazioni originali.
  • La diffusione dei contenuti avviene istantaneamente, permettendo un consumo immediato da parte di altri utenti​.
  • Questa dinamica simultanea comporta una moltiplicazione esponenziale delle voci e delle prospettive disponibili nel panorama culturale, ma può anche contribuire alla frammentazione del sapere e alla diffusione di informazioni non verificate​(

La sfocatura dei confini tra cultura “alta” e “bassa” e tra esperti e pubblico è una delle conseguenze principali della cultura orizzontale. In passato, la cultura era tradizionalmente organizzata in modo verticale, con una netta distinzione tra una “cultura alta” (letteratura, arte classica, filosofia) e una “cultura bassa” (intrattenimento popolare, media di massa), e tra gli esperti e il pubblico generale. La mediazione culturale avveniva tramite figure autorevoli, come critici, professori e giornalisti, che fungevano da filtro per determinare ciò che era degno di essere considerato cultura​.

Con l’avvento della rete, questi confini si sono notevolmente sfumati. Oggi, le piattaforme digitali permettono la creazione e la diffusione di contenuti da parte di chiunque, senza distinzione tra ciò che in passato sarebbe stato considerato “cultura alta” o “bassa”. Ad esempio, un video virale su TikTok o un blog personale possono avere la stessa visibilità di una pubblicazione accademica o di un saggio filosofico. Questa democratizzazione ha permesso a un numero molto più vasto di persone di accedere e partecipare alla produzione culturale, ma ha anche reso più difficile distinguere tra contenuti di alta qualità e di basso valore​. Inoltre, la figura dell’esperto viene spesso bypassata. Grazie all’accesso immediato alle informazioni tramite Internet, molti utenti possono formarsi opinioni o imparare direttamente dalle risorse online, riducendo il ruolo tradizionale degli intermediari culturali, come critici e accademici. Questo cambiamento è positivo in termini di accessibilità, ma presenta anche rischi legati alla superficialità delle competenze e alla perdita di autorevolezza delle fonti tradizionali.

 

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Tags: cultura orizzontalegiorgio zannchinigiovannni solimene

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