Nella Chiesa Madonna della Provvidenza -Don Orione, ad un anno dalla scomparsa, è stato ricordato Michele Calascibetta, ex direttore generale della Pubblica Istruzione in Sicilia, alla presenza di tanti amici, colleghi e congiunti. A conclusione del commosso omaggio, è stata scoperta una targa in sua memoria.
Michele Calascibetta è l’icona del civil servant: uomo di scuola illuminato, ha operato con dedizione per la formazione e l’educazione dei giovani e profuso il suo impegno per le persone fragili, deboli, emarginati. E’ stato uno dei fondatori del Centro di ascolto Don Orione, che si occupa della tossicodipendenza, lasciando un ricordo indelebile della sua passione civile, della sua generosità e del suo animo gentile.
Negli interventi che si sono succeduti nel corso della commemorazione è emersa la figura e l’opera di un siciliano che ha onorato la sua terra, non sempre generosa verso di lui.
Michele Calascibetta subì infatti una grave ingiustizia: era avviato ad una brillante carriera ed aveva vinto un concorso nazionale – primo posto in graduatoria – per dirigenti nella scuola, e aveva ricevuto la nomina al vertice in Sicilia, quando fu rimosso dal Ministro della Pubblica Istruzione del tempo, Letizia Moratti (governo Berlusconi), in applicazione del cosiddetto spoil system all’americana.
Al dirigente rimosso dal suo incarico fu offerto di tornare a studiare: una epurazione surreale per quanti, come Michele Calascibetta, avevano eccellenti livelli di competenza.
Il direttore generale della Pubblica Istruzione in Sicilia, uno degli epurati, fu invitato a studiare la dispersione scolastica, con particolare riferimento alla situazione siciliana. Dovette lasciare la sede e trasferirsi a Roma senza sapere esattamente che cosa fare, come farlo e dove. In Sicilia l’improvvisa rimozione destò sconcerto, perché il dirigente dimissionato non era considerato un uomo di parte.
A distanza di anni è arrivata la sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Roma, Maria delle Donne, che di fatto boccia lo spoil system all’americana, pur lasciando un varco al ricambio dei vertici dell’amministrazione. Non si possono trattare i dirigenti della pubblica amministrazione alla stregua di componenti dell’ufficio di gabinetto o portaborse, sostenne opportunamente la Consulta.
Il Ministero della pubblica istruzione sbagliò a a rimuoverlo dall’incarico. L’azione amministrativa, ricorda la Consulta, è vincolata “nell’attuazione dell’indirizzo politico, ad un agire senza distinzioni di parti politiche e dunque al servizio esclusivo della Nazione”. Roma non è Washington, insomma.
Anche oggi lo spoil system è sulle pagine dei giornali, sono numerosi gli episodi che sembrano anteporre la fedeltà politica e personale al merito. Ed alla professionalità. L’ingiustizia patita da Michele Calascibetta costituisce ancora un monito e ci regala, tuttavia, motivazioni e ragioni per rammaricarci della perdita di un grande siciliano e uomo di scuola.








