Putin esce dall’angolo e riapre ai “nemici” europei il mercato dell’energia. Parla con Trump e si dispone ad una mediazione con l’Iran. La guerra degli americani lo sdogana dal ruolo di brutto e cattivo, tanto che il vecchio compare, Donald, non esita a far sapere al mondo quanto sia bravo e “costruttivo”. L’India può acquistare petrolio russo, dopo il veto USA. La Borsa boccheggia in Occidente ed Oriente, con una sola eccezione, Mosca (più 3 per cento).
Il caos, senza tempo e senza limiti, della Casa Bianca è un altro, l’ennesimo, assist a Putin. Spariglia e mette all’angolo Zelensky, e non tanto per la copertura che offre alle bombe russe sull’Ucraina, che stanno uccidendo civili e distruggendo il Paese aggredito. C’è dell’altro, di maggior rilievo: gli europei, Italia in testa, mandano armi ai Paesi del Golfo, che ospitano le basi militari americane, di fatto fiancheggiando la guerra di Trump, e siccome la coperta è corta, aiutare l’Ucraina diventa un problema per gli europei.
Riavvolgiamo il nostro nastro, tornando al fatidico ignobile 7 ottobre, servito a tanti per la resa di conti finale. Hamas, nutrito da Israele in funzione anti ANP, deve essere eliminato a qualunque costo. A pagare sono quasi 700 mila palestinesi e Gaza, praticamente rasa al suolo, di cui non si parla più (il padrone del Board of Peace ha altri impegni…).
Ciò che sfugge, o meglio, ciò di cui si tace è il rapporto, strettissimo (prima dei patti segreti di Anchorage fra Trump e Putin), fra la Russia e l’Iran, isolato nella Regione popolata di stati sunniti. Putin è stato il garante ed il protettore degli Ayatollah, ed ha “coperto” mediaticamente la sua guerra.. L’Iran avrebbe autorizzato il massacro del 7 ottobre senza essersi consultato o informato il suo protettore?
Questa domanda la Cia, tanto per dire, deve essersela fatta, ma le ragioni di Stato, ovvero le ragioni di Trump, impediscono che la risposta arrivi al mondo…sottostante, dove l’Italia trumpiana risiede.








