Due pesi e due misure, anzi un trattamento di sfavore: Gennaro San Giuliano, dimissionato a causa di un amorazzo, la Ministra Santanché resta incollata alla poltrona con la benedizione della Sorellanza (le sorelle Meloni di Palazzo Chigi), dei due “vice” Tajani e Salvini, nonostante il rinvio in giudizio per falso in bilancio ed altri guai in arrivo di ben maggiore entità. Ha lavorato bene, perché dovremmo privarcene afferma Giorgia Meloni dall’Arabia Saudita con il sorriso sulle labbra che tradisce l’audacia del giudizio. La resilienza della Ministra Santanchè andrebbe cercata altrove, suggeriscono le fonti più attendibili, nei buoni uffici del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, accreditato come il grande protettore e il partner di intraprese politico-imprenditoriali che avrebbero regalato all’antico sodalizio tante soddisfazione e un prezioso radicamento politico nella Padania; così utile da suggerire a Matteo Salvini, interessato al suo territorio di caccia, la strenua difesa pubblica della Ministra con parole così lusinghiere e forti da rappresentarlo come un irriducibile cane da guardia.
Dall’Arabia Saudita, dove avrebbe firmato accordi favolosi , Giorgia Meloni, oltre che celebrare il buon governo della Ministra accusata di falso in bilancio, ha addebitato alla Corte d’Appello di Torino la responsabilità di avere liberato e mandato a casa con un aereo dell’aeronautica italiana Almarsi, direttore dei lager libici, il torturatore di migranti secondo l’Alta Corte penale dell’Aja e numerose testimonianze. Un addebito respinto dai magistrati, convinti che sia stata l’inerzia del Ministro della giustizia Nordio a graziare Almarsi.
Una fitta agenda dedicata quasi esclusivamente alla politica estera – i viaggi all’estero della premier non hanno pause – ruba le prime pagine a ciò che succede in patria. Palazzo Chigi ha scoperto che agli italiani, patriotti in testa, gonfia il petto quando la premier parla oltre confine e vanta amicizie altolocate.







