“C’è chi si scandalizza perché tanti che manifestano in difesa delle vittime civili a Gaza, mostrano indifferenza per le vittime civili in Ucraina. Ma se si solleva il velo dell’ipocrisia è facile capire perché ciò accada. Per quanto riguarda la Palestina la rivolta morale contro gli orrori della guerra si sposa con l’ostilità di tanti nei confronti dello Stato di Israele considerato un avamposto occidentale in Medio Oriente, e che gode del sostegno degli Stati Uniti. L’Ucraina è un Paese europeo difeso dagli occiden- tali (oggi, dai soli europei) e, pertanto, non riscuote, in certi ambienti, alcuna simpatia. Ne consegue che le vittime ucraine non hanno, agli occhi degli anti- occidentali nostrani, lo stesso valore che hanno le vittime palestinesi. Non sono pochi, anzi, quelli che tifano apertamente per la guerra di Putin. Proprio perché si tratta di una guerra anti-occidentale (o, più precisamente, anti-europea). “ Angelo Panebianco, autorevole. Editorialista del Corriere della Sera< (7.1.26), coglie nel segno: apre un nervo scoperto della politica italiana (e non solo della politica) e ci costringe a porre molte domande. A noi stessi, anzitutto..
Va tuttavia aggiunta qualcosa alla riflessione di Panebianco: c’è anche chi si scandalizza della tolleranza e cooperazione, dal governo italiano verso il governo religioso e di estrema destra di Netanyau, insensibile ai diritti umani e discriminatorio, al suo interno, verso la minoranza araba (Cisgiordania). Ed ha ben ragione di scandalizzarsi, dal momento che l’Italia non ha mai disturbato il “manovratore” durante gli anni, lunghi un’eternità, della decimazione palestinese (più di 70 mila morti) – anzi l’ha aiutato sottobianco e soprabanco – e tace su ogni sortita israeliana a danno delle OGN come Medici senza frontiere, che costituiscono l’unico presidio sanitario della popolazione di Gaza, per fare solo l’esempio di disumanità più recente. C’è un doppiopesismo a destra, che passa inosservato o quasi, perché sull’Ucraina l’Italia mantiene la sua (flebile) posizione. Flebile, giacché il governo si spende per partecipare al dopoguerra palestinese, ben considerato in Israele, ma proclama una contrarietà di principio a partecipare alla forza d’interposizione pacifica in Ucraina, una volta chiuse le ostilità.
Il governo italiano è sfacciatamente filoisraeliano (con la Lega e meno sfacciatamente, ma solidamente, con FDI e FI). Un grave handicap. Il diritto internazionale va sostenuto e difeso sia verso la Russia di Putin, che l’ha infranto, sia verso Israele di Netanyahu e gli Stati Uniti di Tramp, che lo infrangono costantemente, Altrimenti lo si azzoppa, lo si indossa come un abito pret a porter, strumentale.








