Ha giurato sul Corano? Non ci sto, non mi piace ha commentato, imbarazzato, Pietro Sinaldi, vicedirettore di Libero, in risposta al quesito posto dal conduttore dell’Onda (La7). Il colpevole è Zorhan Madani, sindaco di New York, che ha appena giurato nella cerimonia d’insediamento davanti ad una folla in delirio. Accanto a Mandani in prima fila, George Sanders, parlamentare e leader dell’area socialista nel Partito democratico statunitense, di fede ebraica. Sanders ha abbracciato il giovane Mandani, dopo il giuramento. Una stretta affettuosa. Fosse toccato a Sanderse avrebbe giurato sul Talmud, la Bibbia ebraica.
In platea c’è un “bivacco” ebraico: nessuno che abbia avuto alcunché da ridire. E’ una giornata di festa. Giurare sulla Bibbia, il Corano, il Talmud o la Costituzione sono sono un rito rispettato e consueto. In Italia, no? Il Corano il Corano in Italia è il libro del terrorismo, che si vuole introdurre per cambiare i connotati alla cultura italiana, sfasciare la religione, le nostre tradizioni. Tutto. E’ la bandiera degli “invasori”. Un mantra che ha regalato ai partiti di destra (FDI, FI e Lega) con accenti div ersi, consistenti dividendi al botteghino dell’urna.
Il Corano è la guida feroce de fondamentalismo arabo? E la Bibbia, Antico Testamento, sarebbe allora il viatico del fondamentalismo cristiano, che ha preceduto quello islamico? Chi professa la legge del respingimento, o della deportazione, non ha letto un solo rigo dell’uno o dell’altra, o l’ha letto malamente, altrimenti non criminalizzerebbe testi che sono figli del loro tempo.
Ignoranza o razzismo, mascherato?
Il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, ebreo conservatore osservante, ha giurato sul Talmud. Non fa notizia: sui giornali italiani invece io giuramento di Mandani fa notizia. Islam e terrorismo sono la stessa cosa. E’ come affermare che il cristianesimo è uno solo. Il fondamentalismo è nato nel campo cristiano: è storia. Occorrerebbe leggerla. La Bibbia non discrimina, il Corano sì? Per gli stati teologici, dove la democrazia è una opzione non contemplata, la Bibbia cristiana è prova di “infedeltà”, quindi sanzionabile. Manca la reciprocità. Certo, è così, ma nelle costituzioni occidentali c’è libertà di culto. Dobbiamo abolirla e rinunciare alla nostra civiltà, la libertà di culto?
Il Corano, la Bibbia, il Talmud e la Costituzione sono una promessa di lealtà, non altro. Ci serviamo dei libri per rassicurare noi stessi. L’ideologia, la politica, la religione influenzano i nostri comportamenti pubblici? Può darsi, ma può accadere il contrario. Mandani nel suo breve intervento ha ribadito la sua appartenenza politica, alla quale si è richiamato nelle sue promesse elettorali. “Sono un socialista democratico e governerò da socialista democratico”, ha detto. L’Islam è il suo credo, il suo modo di pregare Dio. Mandani vuole dimostrarlo. Se lo facesse con successo, e c’è da auspicarlo, sarebbe più difficile mascherare il razzismo strisciante, che il caso ha scoperto. In Italia, non altrove; non negli Stati Uniti, dove la questione è aperta con l’ingresso della Dottrina Maga. C’è una teoria, che viene predicata dal super-ricco Peter Thiel, sostenitore di Trump, per il quale la guerra di religione, messa in soffitto dalla tolleranza lockiana nelle democrazie occidentali, è in corso. L’11 settembre l’avrebbe riproposta e non andrebbe ignorata: il futuro appartiene ai cristiani, maschi bianchi meritevoli, dotati di abilità e competenze superiori. A loro spetta il potere, esercitato attraverso le tecnologie e liberato dai lacci della democrazia.
Il razzismo, insomma, ha radici e fondamento. In Italia balbetta, ma è arrivato.








