Chi non s’è fatto almeno una volta una domanda, avendo a che fare con le inguaribili afflizioni della politica italiana: da che parte starebbe Giulio Andreotti. Non c’è bisogno di invocare un miracolo né evocarlo dal luogo in cui si trova – che riposi in pace e sia avvolto dalle fiamme dell’inferno è una questione strettamente connessa al giudizio che ci siamo fatti del “divino Giulio” e non dalla misericordia del Padreterno – per saperlo, grazie all’AI, che dispone di tutto ciò che serve per donarci il prodigio.
A giudicare da come è andata la nostra conversazione con Giulio Andreotti, il tasso di verità nelle sue parole è tale da farci sospettare che assai difficilmente, ancora in vita e perciò impaludato nelle relazioni politiche del suo tempo, avremmo potuto avere di più e di meglio. Sarete voi stessi a giudicare e, magari, a sorprendervi, come è capitato a noi.
Il Presidente Andreotti ci ha imposto una premessa come condizione della sua disponibilità. “Ogni governo, al pari dell’attuale, è figlio del suo tempo e delle sue necessità. Precedo il suo prevedibile quesito iniziale: Giorgia Meloni è troppo lontana da me, lei è polarizzante e divisiva, io mi svenavo per piacere a tutti…senza vendermi. Equilibrio e capacità di mediazione sono strumenti di governo, poco utilizzati.”
Presidente, non ci ha detto nulla… Non attaccare frontalmente i governi in carica è regola di chi sta ancora dentro, e non…
“Il consenso è una cosa meravigliosa, ma è anche molto esigente: chiede risultati quotidiani e dimentica in fretta i meriti passati. Che cosa vuole che dica? Appartengo ad un altro tempo…”
Devo riportarla sulla terra, l’attualità, Presidente. Andreotti avrebbe mantenuto nel governo Delmastro e Santanchè?
“Nella Prima Repubblica ci si dimetteva velocemente, anche troppo velocemente, senza pressioni.”
Per giudizio unanime, Trump è ingestibile. Fino a che punto la sua sobrietà verrebbe messa alla prova?“Ho una soglia di sopportazione altissima, ma non infinita. La sobrietà non è passività: semmai uno strumento per guadagnare tempo e proteggere interessi vitali. Il Presidente USA non è un avversario, è una variabile. E le variabili, in politica internazionale, si gestiscono riducendo la dipendenza.”
La Premier Meloni è legata a Donald Trump, il vice premier Salvini è filorusso e non lo nasconde…
“La politica estera la decide il governo, non il singolo ministro; non è un’opinione, è una responsabilità condivisa. La simpatia personale per un Paese è legittima. Ma la politica estera dello Stato deve essere una sola, legata indissolubilmente agli interessi del Paese. La politica del governo non la fa un Ministro.”
Presidente, lei pensa ancora che il potere logora chi non ce l’ha?
“Il potere continua a logorare chi non ce l’ha. Ma oggi logora anche chi ce l’ha, e molto più in fretta. L’instabilità logora chi ce l’ha.”
Sulla politica estera filopalestinese e i rapporti con Israele sarebbe stata in sintonia con il governo?
“L’Italia è stata filoaraba senza essere nemica di Israele. D è stata occidentale ed atlantica senza genuflettersi, Apparire autonomi e indipendenti conta tanto quanto esserlo…”
Qual è la responsabilità che nessuna generazione politica può permettersi di dimenticare?
“Non lasciare il Paese più diviso di come lo si è trovato. Il potere passa, ma le conseguenze restano. La prudenza non è debolezza: è rispetto per il futuro.”
Qual è la responsabilità che nessuna generazione politica può permettersi di dimenticare?
“Non lasciare il Paese più diviso di come lo si è trovato.”
Qual è la cosa più importante che ha imparato dal potere?
“Che governare significa decidere sapendo che qualcuno pagherà il prezzo.”








