Ben Gvir su scherzi a parte? Solo Meloni poteva regalarci il grottesco fuori dai teatri dell’assurdo. Peggio della nipote di Mubarak. C’è modo e modo di prendere per i fondelli la propria gente, così è troppo: il colpevole della sceneggiata di tre giorni or sono, i 27 italiani tra gli altri, costretti a carponi per ore, catene ai piedi, sarebbe il signor Ben Gvir, colui che due settimane or sono festeggiava gioioso il compleanno, facendosi regalare dalla moglie una torta sulla quale era disegnato un cappio a beneficio dei palestinesi, terroristi fino a prova contraria. Israele non c’entra niente, secondo il nostro governo, magari è vittima del suo ministro troppo zelante. Chissà che non sia stato lui ad ammazzare 75 mila palestinesi, per potere finalmente punire i “cattivi”, che sono solo i terroristi di Hamas. Mai prima d’ora il comportamento delittuoso del Ministro di uno Stato straniero è stato chiamato a rispondere dei suoi atti ad personam, distinguendo la sua attività istituzionale, peraltro conforme alle procedure del suo paese per ammissione di Israele, da quella del resto del suo governo.
Sarebbe stato più rispettoso tacere piuttosto che inscenare a favore di popolo di casa nostra una reazione così offensiva dell’intelligenza e del buonsenso, come la procedura di sanzione personale di fattura “europea”da comminare ad un Ministro.
La scena del crimine realizzata da migliaia di solidati, di terra e di mare, come un set di un kolossal cinematografico da parte del Ministro per la Sicurezza israeliano, Ben Gvir, verrà difficilmente scordato. Potrebbe venire adottato come l’icona del nostro tempo.
Il Ministro ha voluto davanti ad una platea planetaria umiliare, malmenare, insultare, incatenare centinaia di volontari pacifisti con ogni mezzo, fisico e psicologico, dopo averli sequestrati con un atto di pirateria su un tratto di mare internazionale. Israele ha allargato la sua potestà territoriale fino alle coste del Mediterraneo europeo? Arroganza, impunità, disumanità, in nome e per conto del Dio d’Israele, usato ed abusato dall’estremismo della destra religiosa ed Oltreoceano con una inquietante simmetria.
Dopo una comunicazione formale del governo Netanyahu, con la quale si afferma che il governo israeliano ha adottato le procedure previste dalla legge di quel paese – una enormità, in considerazione delle violazioni del diritto, internazionale e nazionale – bisogna registrare con rossore che la presa di posizione più forte, di grande valore morale e civile, è stata quella del cardinale di Gerusalemme, Pizzabella, che ha denunciato la cultura del disprezzo imperante in Israele.
L’autorità giudiziaria, con la Procura della Repubblica di Roma, ha aperto un’azione penale contro gli autori dei crimini su denuncia delle vittime; l’autorità religiosa ha denunciato gli atti compiuti, l’autorità politica, attraverso il Ministro degli Esteri ha chiesto all’UE di sanzionare il signor Bengivin, come se questi fosse un comune cittadino israeliano e non l’espressione più alta a livello di sicurezza del suo Paese, e non dovesse essere il governo a risponderne.
Il governo italiano ha preferito “scherzi a parte”; non per farci sorridere, ma per farci credere di volere battere i pugni sul tavolo, lasciando a noi la scelta di privilegiare l’ipotesi del deficit cognitivo o l’ipotesi di un mascheramento dell’inerzia attraverso una boutade epica.
ha sollecitato una sanzione “personale” nei confronti del Ministro Bengivin, la cui natura è indecifrabile e la cui irrilevanza è pari alla sua ignobile ipocrisia. Intoccabili i rapporti di cooperazione, gli accordi commerciali, la vendita di armi. Proteste rituali nei casi di attacchi ai militari italiani che prestano servizio sotto l’egida dell’ONU in Libano. Giudizi ingiuriosi da parte della seconda carica dello Stato, La Russa, verso i volontari della Flottilla, sospettati di inscenare drammi, e sospettati di essere finanziati dai terroristi di Hamas.
Al grottesco ed all’omissione colpevole, – Israele ha compiuto atti di pirateria fuori della proprie acque territoriali – all’infida ipocrisia, alla cultura del disprezzo si aggiunge l’infamia di un iter – aperto con la richiesta di sanzione personale – che non potrà essere concluso, in quanto dovrebbero essere tutti e 27 i paesi dell’UE ad approvare la sanzione, e ciò è escluso a causa della regola dell’unanimità, che il governo Meloni protegge e salvaguarda, impedendo all’UE di esprimere democraticamente la sua azione politica ed istituzionale, paralizzandola, rendendola preda facile, suddita di Israele e dell’alleata brutale amministrazione USA, e del suo Presidente, Donald Trump, “l’amico americano di Giorgia Meloni”, mai rinnegato.








