Meloni diserta due summit europei, Balcani e Londra. Trump attacca l’Euopa, ancora una volta. Non ho bisogno di loro, dice, non contano niente. Delegittima, si mette di traverso, sulle iniziative di pace sull’Ucraina. L’Europa non deve alzare la testa, ma pagare le sue guerre, che decide da solo. Putin brinda. Non gli piace trattare con gli europei, gli piace trattare con Trump.
Una cosa è il teatro, un’altra la realtà, nuda e cruda. L’Italia
resta al carro sgangherato e folle di Trump. E sono guai.
La metafora che meglio rappresenta il sovranismo , cioè la dottrina dei patrioti – da Meloni a Salvini e Vannacci – è quella, stranota, del cane che si morde la coda (“prima vengo io, poi gli altri, se resta qualcosa…”).
Per mostrare i muscoli, stare in piedi e spendere denari per guadagnare consensi, il sovranismo italiano si mette al servizio del sovranismo altrui.
Così abbiamo il generale Vannacci e il “capitano” Salvini che amano la Russia di Vladimir Putin, Meloni che ascolta l’amico americano come fosse suo padre: si mettono di traverso ogni volta che l’Europa emerge dalla palude dove i sovranisti patrioti europei la condannano e la strana coppia Putin-Trump la vogliono mantenere.
Meloni trumpiana ha messo nei guai l’Italia, e continua a farlo sotto copertura nelle occasioni che servono; Salvini putiniano fa la guardiania a Putin impedendo che l’Europa, cioè l’Italia, possa trattare dignitosamente con Trump piuttosto che subirne i dazi le guerre e le follie con le conseguenze che sono sotto i nostri occhi: le famiglie e le imprese non ce la fanno più, i poveri diventano indigenti e chi non conta niente, gli scappati di casa sopravvissuti alla fuga in mare, vengono additati come i colpevoli dei guai di casa nostra.
In più, siccome gli “amici del cuore”sono ricchi sfondati (i padroni di Trump, dominatori del web e delle armi), i sovranisti di casa nostra si abbeverano alle loro fonti, magari per potere essere rimborsato alle urne, scatenando i social, e li aiutano a straguadagnare con le loro piattaforme senza pagare le tasse dovute.
Stringendo ancora più il campo visivo sovranista al cortile di casa, assistiamo alla sponsorizzazione russa di mezzo governo italiano ed alla sponsorizzazione americana dell’altro mezzo governo. Una immane slealtà che fa perdere la faccia al governo italiano…
Il generale Vannacci non è solo un antieuropista filorusso, ma ci vuole portare indietro nel tempo di almeno due o tre secoli: le donne in cucina, chi ha la faccia scura a casa, e chi non mette su famiglia “normale” fuori dal consesso civile. Delle tasse dovute all’Itala non si occupa.
“Vannacci racconta un mondo che non esiste”, scrive sul Corriere della Sera, Massimo Gramellini. “La realtà non riveste alcuna importanza…Conosce l’arte di far diventare forte il discorso più debole. Il luogo da cui Mussolini diceva di avere estratto il fascismo.”
Senza avere dalla sua parte il web americano