Studi recenti hanno calcolato che il 14 per cento degli anziani italiani vive in solitudine e non ha nessuno cui può chiedere aiuto in caso di bisogno; il 12 per cento non ha nemmeno una persona cui può confidare i suoi problemi. Solitudine siderale. L’Istituto superiore della Sanità ha calcolato che sarebbero ben 700 mila i giovani che non hanno compagnia o si fanno compagnia da soli e denunciano stati di ansia, depressione sono affetti da disabilità (prima causa).
L’orizzonte è una solitudine strutturale perché l’Italia non fa più figli, invecchia rapidamente, e non vuole forestieri, perché ne ha paura, a giudicare dalle politiche prevalenti del governo in carica.
La Toscana è l’unica regione italiana che si è fatta carico del problema ed ha creato uno strumento di promozione della salute, che non prescrive solo farmaci, ma occasioni di incontro e partecipazione culturale (concerti, spettacoli, visite museale gratuite o a prezzo simbolico). La chiamano filosofia della prescrizione sociale. Potrebbe diventare un modello da replicare. Lo diverrà? Il pessimismo prevale: non conviene a chi ha scelto un percorso alternativo e più “sicuro” per competere alle urne: la strada “americana” delle piattaforme social, guidate dall’intelligenza artificiale; essa offre una sorta di “comfort relazionale” che ci fa smarrire la motivazione a investire nei rapporti reali di natura individuale o collettiva (sociali, politici, sentimentali ecc).
La politica teoricamente basata sull’ascolto reciproco, la negoziazione, la gestione dei conflitti e la canalizzazione non violenta delle frustrazioni, viene sostituita dal bombardamento quotidiano sociale del cittadino elettore. In una sola notte, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scaraventato sulla sua piattaforma, Truth (la verità), ben cinquanta post (immagini e testi, prodotti prevalentemente dall’intelligenza artificiale), occupando tutto lo spazio dell’informazione mondiale. Nessuno al monto ha potuto occuparsi d’altro. E’ avvenuto anche in Italia, senza che ce ne accorgessimo, ogni volta che è stato creato dal governo italiano un diversivo, un depistaggio, una informazione-civetta attorno alla quale creare l’attenzione. L’efficacia di questi diversivi vieene ottimizzata dal possesso degli strumenti di comunicazione, cioè le piattaforme, che favoriscono la viralità del depistaggio politico.
In Italia ogni canale web è presidiato da campagne virali molto efficaci, che offrono alle posizioni estreme, prevalentemente a destra, una presenza costante, e sono gestiti da piattaforme tecnologiche che favoriscono la notizia “incredibile, “violenta” o “immaginaria”. Piuttosto che promettere un servizio di vigilanza privata, come fanno le imprese del settore, gli algoritmi monopolizzano l’informazione, la guidano e creano quella solitudine che, da sola, fa paura ed induce ad avere fiducia in chi incentiva la paura. «Le persone sole possono subire danni psicologici a causa del vuoto morale che si crea quando i loro contatti sociali primari sono progettati esclusivamente per soddisfare i loro bisogni emotivi», hanno scritto i professori di filosofia Dan Weijers e Nick Munn su The Conversation (The Post Internazionale).
La politica basata sull’ascolto reciproco, la negoziazione, la gestione dei conflitti e la canalizzazione non violenta delle frustrazioni, è stata sostituita, al pari delle tradizionali relazioni sociali, sentimentali, amicali? Ci siamo vicini.
I padroni del web saranno, lo sono già in qualche misura, i padroni delle istituzioni, grazie ad una erosione costante e significativa della democrazia. Nei prossimi due anni, l’umanità, non solo l’Italia, può giocarsi le libertà conquistate da coloro che per essa hanno dato la vita.








