• > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo
Salvatore Parlagreco
  • Biografia
  • Libri
  • Cinema
  • Articoli
  • Taccuino
  • Eventi
  • Contatti
  • Yesterday
No Result
View All Result
Salvatore Parlagreco
No Result
View All Result

Trump si ritira: menzogne, morti, minacce, catastrofe economica. L’arma geopolitica più forte dell’atomica

08/04/2026
in Articoli
Reading Time: 3 mins read
A A
0
Share on FacebookShare on Twitter

Donald Trump ha minacciato l’Apocalisse per poter poi vendere come successo una tregua che non è né vittoria né sconfitta, ma sospensione armata. Ha evocato la morte di “un’intera civiltà”, fissato ultimatum, alzato il volume della distruzione possibile e, alla fine, ha accettato una tregua di due settimane mediata dal Pakistan, condizionata alla riapertura di Hormuz, e influenzata dai cinesi. Non è la pace del vincitore. È la ritirata verbale di chi aveva promesso l’annientamento e si accontenta di congelare il disastro per il dissenso montante in patria.

L’Iran ha mostrato che l’arma decisiva non è quella atomica, ma quella geopolitica. La bomba nucleare incute terrore, ma lo stretto di Hormuz governa il mondo. L’atomica annienta; Hormuz disciplina, ricatta, riallinea mercati, governi, diplomazie, flotte. Potere e dominio. Per settimane il pianeta ha tremato non tanto per il fungo finale, quanto per il tappo energetico imposto su una delle arterie vitali del commercio globale. Per questo la tregua non nasce da una superiorità strategica americana, ma dalla constatazione che Teheran, pur colpita, conserva la leva che conta davvero.

Trump ha dunque scoperto, in ritardo e con la brutalità che gli è propria, che la guerra moderna non si misura solo in crateri, ma in strozzature. E che l’Iran, anche senza vincere, può impedire agli Stati Uniti e a Israele di vincere davvero. Da qui il carattere assurdo del conflitto: una guerra lanciata in nome della forza e chiusa in nome della vulnerabilità. Il presidente americano ha parlato come se potesse rifare il Medio Oriente a colpi di minaccia; ne esce invece con una tregua fragile ed ostile, dipendente da mediatori esterni, da Islamabad ad Ankara, e sotto la pressione di attori come la Cina, che ha insistito per il cessate il fuoco e per la sicurezza della navigazione, pilotando Islamabad.

Israele ha accettato il cessate il fuoco sul fronte iraniano, ma ha immediatamente chiarito che il Libano non rientra nello schema e la tregua non ferma il suo conflitto; e infatti Beirut è stata colpita con la più vasta ondata di raid dall’inizio della nuova guerra, con decine di morti e centinaia di feriti. È il segno di una divaricazione ormai visibile. Washington ha bisogno di congelare il fronte che le costa troppo; Netanyahu ha bisogno di moltiplicare i fronti per non ammettere che la guerra contro l’Iran non ha prodotto il risultato promesso.

C’è poi un elemento che gli apologeti della “forza” fingono di non vedere: i Pasdaran escono da questo passaggio con una legittimazione interna accresciuta. Quando una potenza esterna minaccia di spazzare via una civiltà, perfino la dissidenza viene risucchiata nel riflesso difensivo nazionale. La rivolta popolare annunciata da chi immaginava un collasso del regime non si è materializzata; al contrario, l’aggressione esterna ha compattato ciò che voleva spezzare. È il più antico degli errori imperiali: confondere il malcontento con la disponibilità al cambio di regime pilotato dall’esterno. Reuters ha documentato, inoltre, come perfino i curdi, pure ostili a Teheran, siano rimasti ai margini per i segnali contraddittori di Washington e per la pressione militare iraniana.

Il risultato, allora, è netto. Trump non ha mostrato l’efficacia della minaccia assoluta; ne ha mostrato il limite. La sua guerra pretendeva di essere definitiva, come la precedente dei dodici giorni che avrebbe obliterato il nucleare iraniano ed è finita per certificare sia la menzogna che gli effetti del conflitto. L’Iran resta in piedi, Hormuz resta la sua leva, Netanyahu continua per conto proprio, il Libano brucia, e la tregua è solo il nome diplomatico dato a una partita rinviata. Dov’era la pace promessa? Dov’era il “Board of Peace”, la grande messinscena salvifica? Come sempre, la propaganda si dissolve davanti alle macerie.

 

 

 

 

Segui Salvatore Parlagreco su:

    

Tags: apocalisseatomicageopoliticairanisraelelibanonethanyahupasdarantreguatrump

Related Posts

Il governo delle carceri ai boss. De Lucia contestato dal centrodestra siciliano
Articoli

Il governo delle carceri ai boss. De Lucia contestato dal centrodestra siciliano

28/07/2026

Processo mediatico a Maurizio De Lucia, Procuratore di Palermo, dal centrodestra siciliano. E’ stato istruito in Sicilia sul periodico governativo...

L’attacco allo Stato: da dove viene e chi lo usa. Il complottismo di lotta e di governo
Articoli

L’attacco allo Stato: da dove viene e chi lo usa. Il complottismo di lotta e di governo

27/07/2026

“Le felpe di Matteo Salvini non sono mai state un semplice capo d’abbigliamento. Sono il suo vero ufficio stampa. Prima...

17 aprile, il giorno della Locusta. Gli incubi degli italiani e l’amico americano
Articoli

Palazzo Chigi a stelle e strisce: Meloni copia Trump per non perdere le elezioni

20/07/2026

Ci sono inquietanti somiglianze fra ciò che accade nell’America di Trump e nell’Italia di Giorgia Meloni: sia la Casa Bianca...

Sparare alle spalle merita il paradiso? Come cancellare la civiltà del diritto e la legge dell’onore in un solo colpo
Articoli

Sparare alle spalle merita il paradiso? Come cancellare la civiltà del diritto e la legge dell’onore in un solo colpo

18/07/2026

A quanto pare sparare alle spalle per ammazzare – delinquenti o meno – è diventata una virtù. E qui la...

Regionali, voto di gestione e non d’opinione. Clientele e affluenza. Il mercato della salute
Articoli

Campo largo al 44,7%, Centro destra 42,9% e poi? Intenzioni di voto, la media di tutti i sondaggi

13/07/2026

Sulle intenzioni di voto cala,  come una mannaia, Youtrend, che per Sky propone la media ponderata dei sondaggi realizzati alla...

Garlasco, la forma nuova di governo: l’inganno, l’ipnosi collettiva. Svegliamoci
Articoli

NATO: il silenzio dei colpevoli. Da Rutte a Meloni

09/07/2026

Perché i membri dell’Alleanza Atlantica sono senza voce ed arrivano, assordanti, insolenti, le “bugiarderie” di Donald Trump e la sua...

Next Post
Svettano tennis, nuoto e volley, pallone giù. La geopolitica del calcio rivela verità nascoste, il declino  e “l’infantinicidio”

Le tre verità di Meloni al capezzale di Victor Orban con Putin e Trump

Viaggio di Meloni con zerbino pret à porter in Arabia Saudita, seconda patria del business trumpiano

Le guerre di Trump e tutti gli effetti negativi per l’Europa e per l’Italia

Vetrina, laboratorio, nodo logistico, “lavanderia”: l’hub ungherese della destra anti-EU cancellato

Vetrina, laboratorio, nodo logistico, “lavanderia”: l’hub ungherese della destra anti-EU cancellato

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Facebook Twitter

Categorie

  • Aforismi & Citazioni
  • Articoli
  • Culture
  • Deep Room
  • events
  • Inspiration
  • Library
  • Lifestyle
  • Taccuino
  • Yesterday

Le mie Pubblicazioni

  • > SCOPRI TUTTI I MIEI LIBRI <
  • L’uomo di vetro
  • Il cavaliere ed il monsignore
  • La guerra delle due sinistre
  • Il mistero del Corvo

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati

No Result
View All Result
  • #4322 (senza titolo)
  • About
  • Agenda della Sicilia
  • Biografia Salvatore Parlagreco
  • Cinema
  • Contact
  • Contatti
  • Cookie Policy (EU)
  • Eventi
  • Events
  • Events calendar
  • Gela: una storia meridionale
  • Home old
  • I miei articoli
  • Il Cavaliere e il Monsignore
  • Il grande intrigo
  • Il mistero del corvo
  • Il piacere e il potere
  • Il potere delle parole – Le parole del potere
  • Il taccuino
  • L’uomo di vetro
  • La carta dell’autonomia
  • La Guerra delle Due Sinistre
  • Le Mafie
  • Le ragioni dei ragazzi
  • Le ragioni della tolleranza
  • Libri
  • Our training programs
  • Privacy Statement (EU)
  • Testimonials

© 2024 Salvatore Parlagreco - Tutti i diritti riservati