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Michele Serra versus Marco Travaglio, resa dei conti il 15 marzo. La piazza europea o la resa a Putin?

11/03/2025
in Articoli
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 Europei in cerca d’Europa. Potrebbe essere questo il titolo della manifestazione del 15 marzo a Roma. Perché più la piazza sarà piena, più farà pensare al vuoto di rappresentanza che è il motore emotivo (prima ancora che politico) dell’incontro. Così Michele Serra su La Repubblica l’11 marzo 2025.

Rep titola: “L’agonia dei soldati di Kiev nella disfatta del Kursk: ‘Salvateli, fate qualcosa’”. Ma, di grazia, chi dovrebbe sal- varli? Le eurotruppe di Macron, Starmer e altri Napoleoncini, in- viandole direttamente in Russia? Gli unici che possono farlo sono il nuovo Scipione e il suo Macellaio, ordinando la ritirata prima della mattanza. E accettando un nego- ziato di pace che prenda atto della guerra persa. Questo scrive lo stesso giorno, in prima pagina in un colonnino, Marco Travaglio, sul Fatto quotidiano.

Serra crede nell’Europa, Travaglio nella resa della “guerra persa”. Il primo apre un varco alla resistenza, l’altro sbertuccia le istituzioni europee, tacciando di ogni inettitudine, infamia, balordaggine i capi di governo dell’UE. Non resterebbe che consegnarsi alla Russia di Putin.

Le due popolarissime firme non stanno nell’aria di governo, posseggono artigli acuminati, le parole. Michele Serra è un giornalista di sinistra, senza tessera di partito, non è affatto benevolo con la sua area politica. Bastona quando c’è da bastonare, promuove, in rari casi, quando crede di dovere farlo. Marco Travaglio usa la ghigliottina, il suo ’93, anno di sangue della rivoluzione francese, non finisce mai. Taglia le teste con il sarcasmo più ruvido, la beffa, il dileggio, usando strumenti di vario conio: lo storpiamento del nome, il ricordo delle malefatte, le debolezze, i difetti. Il verdetto, che precede la mannaia, pronunciato con poche parole e l’ausilio di verità incontrovertobili, è senza appello. Esso può perfino giustificare la condanna, ma la punizione, l’assassination character, la devastante distruzione dell’immagine, è così dura da suscitare un istinto moto di compassione. Quando la ghigliottina taglia una testa, anche il pggior dei criminali merita compassione.

.Michele Serra sente di dover uscire dalla solitudine dell’ideologo pret à porter, dalla supponenza del predicatore, dalla cattedra in cui, volendo o nolenti, le firme autorevoli finiscono con il cadere per assenza di feedback visibile e per una autostima ipertrofica. E’ aiutato da una scrittura che privilegia l’ironia, non il sarcasmo. Le sue frequentazioni politiche sono scarne, non ha idoli né riferimenti cui sacrificare, per quanto ne so. Talvolta torna indietro sui suoi pareri, si pente, come nel caso recente della Milano da bere e Bettino Craxi, al quale ha concesso le attenuanti. La morte induce alla compassione, è vero, ma le motivazioni ed il riconoscimento dell’errore sono altra cosa.

Travaglio resta Robespierre (o Marat o Danton, fate voi), sempre e comunque. Le sue sentenze, una volta pronunciate, hanno durata eterna, compongono la Torah di casa nostra. L’ombra di Indro Montanelli, accanto al quale Travaglio ha mosso i primi passi, lo seguo (o perseguita? ) da lungo tempo e non deve avergli regalato molte buone giornate. Può vantarsi tuttavia di avere allevato e fato crescere, un partito, il M5S, senza avere fatto nulla perché nascesse. Non l’ha affiancato né assecondato; si è fatto seguire. Mostrando la frusta, la ghigliottina, la condanna del nemico irredimibile: una traduzione “alta” ddel vaffa grillino. Di fatto è divenuto lo spin doctor del Movimento 5 Stelle, la coscienza cupa, il deserto di relazioni convenienti, ed il consigliore ardito nelle deliberazioni di lotta e di governo, come nel primo governo Conte, formato con la Lega di Matteo Salvini.

Ammetto che non sia affatto agevole abbandonare il patibolo, ex abrupto, e soffermarsi sulla complessità del mondo e dell’umanità, così com’è. Il successo è meritato, ma paga pegno alla naturale propensione del genere umano a sentirsi maltrattata dal destino, che favorisce sempre gli immeritevoli.

Pensate davvero che lo stridore di denti che la ghigliottina provoca, possa essere invisa ai potenti, quando suggerisce la pacifica…resa, tanto per dire?

 

 

 

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Tags: europeiil fattomarco trvagliomichele serrapiazzaresa

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