Mentre si moltiplicano in Europa i casi di sorvoli sospetti su basi militari e infrastrutture critiche, anche l’Italia si trova al centro di un’inquietante trama di spionaggio internazionale. Da Ispra al Lago Maggiore, i segnali sono sempre più chiari: il Cremlino ha intensificato la sua attività di intelligence sul territorio europeo, e Roma non fa eccezione.
È partito tutto da un drone. Cinque sorvoli a bassa quota, su una zona interdetta al volo nei pressi del centro di ricerca europeo di Ispra (VA), uno dei poli scientifici più sensibili del continente. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati, ma con un capo d’accusa pesante: tentato spionaggio militare e industriale con finalità di terrorismo.
I carabinieri del ROS hanno preso in mano le indagini. Si cerca di capire se il drone fosse pilotato da remoto o da operatori nei dintorni. Proprio lì vicino si trovano impianti dell’aeronautica e siti strategici della Leonardo, l’azienda italiana attiva nel settore della difesa e aerospazio.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, non usa mezzi termini: «È in corso una guerra ibrida, pericolosa, asfissiante, condotta con strumenti non convenzionali ma dagli effetti potenzialmente devastanti». Crosetto ha anche ricordato di aver più volte denunciato la presenza massiccia di agenti russi nel nostro Paese, spesso ignorato.
Quasi un anno fa, un’altra vicenda ha scosso i servizi di sicurezza italiani: l’affondamento di un’imbarcazione nel Lago Maggiore, in apparenza dovuto a una tempesta improvvisa. Ma a bordo non c’erano semplici turisti: tra i morti, si contavano ex agenti dei servizi italiani e israeliani, impegnati — si sospetta — in un’operazione sotto copertura.
Il caso, coperto da segreto di Stato, ha avuto un trattamento anomalo e riservato. Tuttora non esiste una ricostruzione ufficiale chiara. Ma l’ipotesi più accreditata è che si trattasse di un incontro tra agenti legati alla sicurezza internazionale, forse legato a operazioni anti-spionaggio o contro la proliferazione tecnologica russa.
La strategia russa in Europa
Secondo fonti NATO, la Russia ha intensificato il suo spionaggio in Europa con una strategia multipla: uso di droni non identificabili, operazioni informatiche, infiltrazioni in ambienti industriali e accademici. Solo in Germania, i casi di sorvoli sospetti sono passati da 9 nel 2021 a 446 nel 2023, con picchi in regioni dove sono presenti basi NATO e centri di addestramento per militari ucraini.
Spesso si tratta di quadricotteri silenziosi, privi di sigle o riconoscimenti, che sorvolano le industrie della difesa, centrali elettriche, basi militari, hub logistici.
Anche l’AISE, il servizio di intelligence estera italiano, ha segnalato un aumento esponenziale di tentativi di penetrazione nei sistemi strategici italiani, in particolare nel settore aerospaziale, energetico e nei progetti europei sensibili.
Un Paese vulnerabile
L’Italia, per storia diplomatica e posizione geopolitica, è particolarmente esposta. Il rischio non è solo quello di furti tecnologici: si teme l’influenza nei processi decisionali, l’interferenza nelle gare pubbliche, il sabotaggio silenzioso delle infrastrutture critiche.
Ma forse il pericolo più grande è l’abitudine all’indifferenza. Come diceva un funzionario europeo in forma anonima: «Se non ti accorgi di essere sotto attacco, non ti difendi. Ed è lì che perdi».
Un fatto è certo, i cieli d’Italia restano sorvegliati speciali. E le ombre che li attraversano di notte potrebbero raccontare molto più di quanto immaginiamo.








