Il giornale “La Verità”, quotidiano di punta della destra italiana, ha informato i lettori che il Colle ha in serbo un piano per liberare il Paese del governo Meloni in carica. L’informazione l’ha desunta dalle parole di uno dei consiglieri del Presidente della Repubblica, Garofanì, pronunciate durante una cena privata, non proprio il contesto adatto per annunciare un piano eversivo. In particolare, stando alle parole riferite dal giornale, Garofani si sarebbe augurato uno scossone per disarcionare Giorgia Meloni. Scossone politico, o che cosa? Un piano eversivo, nientemeno, pensato dai consiglieri del Colle e quindi, assai probabilmente, da Mattarella. Basta e avanza, secondo “La Verità” per sospettare del Capo dello Stato. Incredibile, ma vero.
L’intenzione del Colle, appresa dal giornale, ha “allarmato” il capogruppo FDI della Camera, Bignami, suggerendogli di intervenire in Parlamento per chiedere una smentita: il Quirinale ha elaborato un piano eversivo. L’intervento, ha dichiarato Bignami, non è stato preventivamente concordato con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ma la sua precisazione ha incontrato un modesto credito, Una nota del Quirinale ha giudicato “ridicolo” il sospetto del giornale. Garofani ha spiegato al “Corriere” di avere fatto quattro chiacchiere con gli amici, nel corso di una cena. Da ex parlamentare del PD, il consigliere (sono dieci i consiglieri) avrebbe espresso un desiderio politico, più o meno. Circolerebbe una registrazione. Spionaggio, dunque. Roba seria, professionale. Lo aspettavano al varco? E dove hanno sistemato le cimici? Un “Paragon”, nel cellulare in tasca? Giornalisti, soccorritori di migranti, perfino un sacerdote, hanno subito intercettazioni con soft in dotazione dell’Italia (servizi, e non solo). Gente non gradita al governo, a quanto pare.
Questi i fatti. Il contesto può illuminarci.
La notizia è stata preceduta dalla seduta del Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale, presieduto dal Presidente della Repubblica, Mattarella, durante il quale è stato illustrato un “paper” del Ministro della Difesa Crosetto dedicato alla guerra ibrida contro l’Italia ingaggiata dalla Russia (droni, sabotaggi, attacchi informatici, spionaggio, ingerenze con fake news).
Sugli attacchi all’Europa e sull’Ucraina, il Capo dello Stato ha ribadito le sue posizioni molto severe nei confronti della Russia, che nel recente passato hanno suscitato le reazioni del Cremlino.
Nello stesso giorno in cui “La Verità” addebita al Colle un piano eversivo, durante un comizio elettorale in Veneto la Premier Meloni ha dato ampio spazio alla riforma del Premierato, dopo un lungo silenzio, sorprendendo il mondo politico. Toni molto duri e perentori, nello stile della Premier: “basta con gli inciuci e i giochi di palazzo”.
Il Presidente della Repubblica, ospite del Bundestag, il parlamento tedesco nei giorni scorsi ha espresso giudizi severi verso quanti operano per demolire il ruolo delle organizzazioni internazionali, come l’ONU. E’ parso evidente che nel mirino di Mattarella ci fossero i comportamenti e le politiche della Casa Bianca.
Il Quirinale si è esposto con maggiore tenacia e coerenza nell’illustrare la politica estera italiana, filoeuropea, avversa alla Russia rispetto al governo, a causa della nota linea filorussa del Vice Presidente del Consiglio, Matteo Salvini. Il flusso alluvionale di fake news in questi giorni nasce negli ambienti della destra. E arriva da Est, ma non solo.
Infine, la manovra di bilancio, in discussione in Parlamento, va inserita nel contesto: ha raccolto un largo dissenso dell’opinione pubblica per le scelte di politica economica del governo. Il “Colle” eversivo è un argomento di tale rilevanza da distrarre gli italiani dalla manovra in giornate assai delicate di vigilia elettorale in tre regioni – Campania, Puglia e Veneto – due delle quali, il centrosinistra potrebbe avere la meglio (Puglia e Campania), e nessuna delle tre un Presidente regionale FDI. Moventi multipli, dunque.
La black list di Giorgia Meloni, questo il dato di fatto, si allunga: ai magistrati, giornalisti, Corte dei Conti, Banca d’Italia, Istat ed altro, si aggiunge il Quirinale, che gode di un gradimento molto più alto del governo. Tirare fuori dal cilindro il piano-anti Meloni può trasformarsi in un boomerang.








