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Iran, Nigeria, Venezuela. le tre guerre per il petrolio di Donald Trump. La “dottrina Meloni”, ovvero la legge del più forte

04/01/2026
in Articoli
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Il Far West, da Hollywood alla Casa Bianca. E il governo italiano s’inventa la guerra difensiva per omaggiare il pistolero. Ora si comprende appieno di quel cambio al vertice del Pentagono:il Ministero della Difesa diventa Ministero della Guerra all’indomani del Liberation Day,l’ingresso di Trump nella Casa Bianca (in ristrutturazione, per ospitare una grande sala da ballo…). Dopo l’Iran e la Nigeria, la terza guerra di Trump. La prima per affiancare il suo alleato e omologo, Netanyahu, nella “pacificazione” mediorientale (propedeutica agli affari d’oro in Arabia Saudita, Qatar e Nigeria); motivazione ufficiale, lo smantellamento del sito nucleare in progress iraniano, che Israele (potenza nucleare!) non tollera. Invece che denuclearizzare la< regione, si bombarda una delle parti. Il secondo blitz in Nigeria, c’è il petrolio; motivazione ufficiale: prestare aiuto ai cristiani perseguitati dai terroristi dell’Isis (missili Tomewake contro la Nigeria). Terza guerra: Venezuela, bombe sul Parlamento, cattura del Presidente-tiranno. Iran, Nigeria e Venezuela hanno qualcosa in comune: il petrolio, tornato in prima linea dopo l’affossamento della transizione energetica. La pistola resta in canna, ovviamente. Le Nazioni Unite, messe all’angolo ed insultate in diretta nell’ultima apparizione di Trump al Palazzo di Vetro, possono abbassare le saracinesche, eccetto nei casi in cui il Consiglio di sicurezza viene chiamato a ratificare i patti commerciali e geopolitici fra USA e Russia, con la benedizione cinese. Pensate che tutto questo porti serenità in Medio Oriente, Africa, America Latina, dove peraltro le reazioni al blitz venezuelano sono durissime? Brasile, Cuba e Colombia si sono messi di traverso. Il Messico non sta a guardare. I Paesi del Brics, che tentano di emendarsi dalla dittatura commerciale (e non solo) americana, allacciando relazioni con la Cina e proponendone all’Europa, assumeranno decisioni che potrebbero non piacere affatto a Trump. E allora che cosa succederà? Trump Manderà i Tomewack in giro per il mondo?
ll governo italiano definisce «legittimo» e «difensivo» l’attacco Usa al Venezuela. Israele esulta. L’Ue cauta, resta nelle retrovie. Ostilità e deferenza si alternano davanti all’America di Trump, che definisce la modalità di regolare il mondo, mandando in.archivio regole e diritto internazionale e nazionale.
Ucraina, Taiwan, potrebbero essere le prossime vittime di questo atto di prepotenza. Ma è un dettaglio: Trump ha sdoganato l’atto di forza e l’Italia di Meloni lo ha giudicato legittimo, anzi “difensivo”. Con il blitz in Venezuela, infatti, secondo la “dottrina Meloni” (tutto quello che fa Trump è giusto e meritevole) la vecchia formula che la migliore difesa è l’attacco diventa strategia, diritto. L’aveva adottata Netanyahu, in Israele.
In assenza di organismi e relazioni internazionali dettate da regole comuni, l’unica legge ammessa è quella del più forte.
Si torna al Far west e l’Itali di governo esulta: il pistolero che sfila dalla custodia l’arma prima dell’avversario riceve l’applauso, come avveniva al cinema durante la visione dei film western.
In Venezuela non c’è stato duello. Il pistolero aveva da mesi il colpo in canna, e ordinato azioni sotto copertura, affidate all’Intelligence: quando è arrivato il momento ha sparato: quaranta morti, secondo le informazioni di stampa del day after, ma potrebbero essere di più. Il parametro difensivo richiamato dalla “dottrina Meloni”, provoca effetti collaterali. Inevitabili, pazienza.
Per avere la misuro delle riverenze istituzionali italiane occorre allargare lo sguardo all’area dei fiancheggiatori: la nota di Palazzo Chigi ha preceduto l’osanna che i giornali governativi hanno tributato al pistolero della Casa Bianca: Il Tempo, Libero, La Verità e Il Giornale. Per “Il Giornale” è “Liberazione” in prima pagina, caratteri cubitati; sui titoli de “La Verità” “Trump prende il Venezuela, l’UE finge di contare. Landini, M5S e comunisti piangono il loro eroe e caudillo”. su “Libero” si esulta: “Trump libera tutti. Tiranno caduto, sinistra in lutto”. E sul Tempo il trionfo: accanto all’immagine di Trump, caratteri scatola: “El Libertador”. Trump seppellisce Che Guevara?
Il petrolio venezuelano, sul quale Trump ha messo le mani, non fa nemmeno la comparsa nei titoli. Dovremmo essere felici, se sono loro, i despoti, a comandare e il nostro governo ad esultare?

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Tags: Bricsdespotidittaturagutierrezirannigeriaonupetroliotrumpvenezuela

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