Che cosa è il buon giornalismo? Le risposte potrebbero essere tante quanto le strade della Provvidenza, affatto estranea al buon giornalismo. Vi propongo una lezione di giornalismo senza sermoni, teorie, pagelle. Ore 1540, lunedì 12 gennaio, 2026, La7 Tagatà. Conduce Tiziana Panetta; fra gli ospiti Francesco Giubilei, direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale, il talkshow-man più “visibile” di FDI.
Panetta pone un quesito sulla bocca di tutti: ha un fondamento l’accusa di sudditanza rivolta a Giorgia Meloni al riguardo dell’amministrazione Trump? Francesco Giubilei così risponde: “Sulla politica estera del governo Meloni mi sorprendo che ci sia chi si sorprende…La politica estera del governo Meloni è quella dell’Italia dal 1945 ad oggi, dalla Democrazia cristiana, passando per D’Alema (ricordate l’attacco alla Serbia? governo di sinistra, si concessero le basi italiane della Nato). La politica estera è stata atlantista e la Meloni va nel solco di questa linea storica italiana ed occidentale…”
La conduttrice, Tiziana Panetta, osserva: “Il punto è che sono cambiate le condizioni: se gli Stati Uniti hanno un atteggiamento significativamente diverso rispetto alla Nato e rispetto all’Europa, noi che posizione dobbiamo assumere? Il punto non è se noi stiamo con gli americani nelle relazioni internazionali, ma se gli americani stanno con noi…”
IL tentativo di Francesco Giubilei di eludere il quesito è palese, manipolando la questione, rivoltandola, nascondendo la realtà. E’ l’abiura dell’atlantismo da parte dell’amministrazione Trump a pretendere la fedeltà alla Nato, all’Europa ed allo stesso atlantismo. La storica tradizionale politica estera italiana, occidentale, obbliga al dissenso verso l’America di Trump, cioè a una politica estera italiana di netta opposizione alla deriva anti occidentale trumpiana.
Il buon giornalismo ha un solo unico compito: informare, far conoscere e far capire, altrimenti passa la manipolazione, l’elusione, la menzogna, il gioco delle tre carte. Grazie a Tiziana Paletta, i telespettatori de La7 hanno appreso come stanno le cose e, forse, hanno anche capito quanto sia facile imbrogliare se il giornalista intervista, ascolta sciocchezze e se ne sta zitto, facendo finta di niente.
E ora fate mente locale e ponetevi un interrogativo: quali e quanti conduttori televisivi e cronisti della carta stampata nelle loro interviste aprono la bocca e mettono in luce le manipolazioni e le menzogne?








