Fosse una partita a poker, disponendo di un portafogli a mantice, si farebbe prevalere la vecchia regola del “piatto ricco, mi ci ficco”, ma è il Board of Peace, dove c’è un capotavola che gioca a rubamazzo e decide chi vince e chi perde, perché non ha l’obbligo di mostrare la carta estratta dal mazzo. Accettare l’invito a partecipare alla partita da osservatrice, è il suggello formale del ruolo di ruota di scorta, che l’Italia di Giorgia Meloni ed i suoi “vice” Tajani e Salvini al guinzaglio, hanno scelto.
In cambio di che cosa?
Merz, Macron, Starmer e Sanchez esprimono il loro dissenso, profondo e incolmabile. Meloni non resiste al richiamo della foresta: la dignità umana e la Costituzione, come ha detto il cancelliere Merz, sono la base della nostra cultura politica. E allora, che ci guadagna l’Italia a rimanere al guinzaglio del Bullo, che proclama il suo credo egotista (“Rispondo solo a me stesso e alla mia morale…”, la legge umana e divina non. lo sfiorano) ?
Esplorare le ombre di un tempo di infamie e tradimenti è come inerpicarsi in cima al Fuji-san. La chiave della conoscenza la detengono i padroni del web e se la tengono stretta. Hanno un progetto, anzi una dottrina. Peter Thiel, straricco produttore di informazioni e soft al servizio della guerra, ha spiegato che le regole della democrazia sono un inciampo. La democrazia pretende suppliche, fabbrica ostacoli, danneggia la tecnologia (tasse, violenza, manipolazione digitale, irresponsabilità giuridica).
Il progetto di sostituire la democrazia con la tecnologia è stato affidato a Donald Trump, che l’ha accolto con convinzione: gli consente di d0minare l’America e attraverso l’America il mondo. La Casa Bianca tiene nel mirino l’Europa, sponsorizzando (con finanziamenti) movimenti e partiti che nel Vecchio Continente si mettono di traverso sull’unità europea e promuovono gli Stati nazionali. L’Italia che scommette su Trump potrà contare sui superpoteri dei padroni del web. Le poltrone sono salve. Qualunque cosa accada, la potenza di fuoco del web, e non solo, assicura il futuro…al guinzaglio.
Grazie alla manipolazione del web ed alle ingenti risorse messe in campo, i fatti non contano niente, la verità è solo quella che l’algoritmo decreta.
Ci si deve rassegnare, dunque?
In California e New Mexico, negli USA, si è aperta una falla nel mondo superprotetto dei padroni del web. Sul banco degli imputati potrebbe salire la potente Meta di Zuckemberg (Face Book ed altro): gli adolescenti sarebbero sue vittime, adescati dalle sue piattaforme e ridotti a zombi dagli algoritmi. E’ una class action che evoca mitiche battaglie legali contro le aziende del tabacco. E potrebbe scoperchiare la pentola, punendo la manipolazione social che uccide il dialogo, ruba la ragione, sospende il buonsenso, crea l’illusione della libertà mentre ci lascia al guinzaglio dei predatori.
E’ sulla tecnologia di Trump che l’Italia scommette?








