Ottantesimo 1946/2026, Autonomia siciliana: c’è chi non vuole che passi inosservata; va a suo merito. Lo stato vegetale dell’autonomia non incoraggia medici e cure. E i miracoli stanno nel cuore dei credenti, non nelle menti dei pessimisti. Ciò premesso, essendo l’Autonomia misura della storia e della volontà dei siciliani, non contabilizzata da sondaggi ma tenuta in piedi dal rispetto e gratitudine versi i Padri fondatori, investire sulla sua permanenza vegetale ha un valore in sé. Ci si arrampica sugli specchi, è vero, ma vale la pena, perché la Sicilia detiene Poteri forti. La domanda è: chi li usa, chi li vende, chi li compra? E a quale prezzo?
La premessa: il ruolo geopolitico strategico della Sicilia odierna nel Mediterraneo e, per certi versi, nel mondo, sostituisce legittimamente il ruolo politico ed istituzionale attivo e forte che la Sicilia nel 1946 ebbe in campo nazionale e sotto qualche aspetto internazionale grazie agli angloamericani in casa e ai russi (in visita informale) alla vigilia di Yalta e grazie ad una epica di popolo e nazione che affonda le radici nella specialità greco-siciliana. Un miscuglio di cultura, passione civile e grande storia.
Le ragioni dell’appello alla riforma dello Statuto speciale, proposto ed elaborato da Roberto Tagliavia, siciliano doc ed autore di pregevoli opere dedicate all’Isola, coglie questo trasferimento di responsabilità e di verità – sono parole di Tagliavia. “Lo Statuto siciliano, pensato in un’epoca in cui lo Stato – ancora monarchico – era in rotta e l’Europa unita non era all’orizzonte, fu scritto ispirandosi a modelli di Autonomia derivanti dalle nostre politiche coloniali”, scrive Roberto Tagliavia. “Oggi quella matrice mostra i suoi limiti e per questi motivi fatica non solo nel rapporto con lo Stato repubblicano e democratico nato con la Costituzione ma anche nel rapporto con l’Europa non riuscendo a utilizzare efficacemente le risorse comunitarie…”
“Non deve invece sfuggire quanto la posizione strategica dell’Isola nel cuore del Mediterraneo abbia reso particolare il rilievo internazionale del suo destino, anche in tempi più recenti, attraverso le vicende di Sigonella, e prima con l’istallazione dei missili Cruise a Comiso e con la grande stazione radar di Niscemi…. È dunque impensabile riflettere sul governo della Sicilia senza porsi il problema degli equilibri
internazionali: tema delicatissimo ma da affrontare senza autoescludersi, come sembra fare la politica siciliana oggi.”
Certo, occorre non fare il passo più lungo della gamba, ma è utile considerare il fatto ineludibile che la Sicilia è oggi un corpo che respira per grazia ricevuta a causa di un declino politico e culturale vistoso e visibile ad occhio nudo. A beneficio della realtà ecco una sintesi rappresentativa forse lacunosa, per difetto, degli asset siciliani di rilievo nazionale ed internazionale. Una base dalla quale partire in un ipotetico tavolo negoziale con Roma e Bruxelles-
Basi militari aeronavali
Funzione: controllo del Mediterraneo centrale, hub ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance), supporto logistico e C2 interforze.
- Hub aeronavale integrato
Piattaforma di proiezione per velivoli a pilotaggio remoto, pattugliamento marittimo, rifornimento e comando avanzato.
Valore strategico: consente continuità operativa verso Nord Africa, Levante, Sahel. - Porti militari a doppio uso
Capacità di supporto a task force navali, cyber-naval fusion, protezione rotte energetiche.
Valore strategico: deterrenza marittima “silenziosa”.
Radar, satelliti, comunicazioni strategiche
Funzione: early warning, integrazione satellitare, data-relay.
- Sistema radar a lungo raggio
Integrato in architetture NATO/alleate; fornisce tracciamento e allerta.
Valore strategico: superiorità informativa preventiva. - Stazioni di relay satellitare e uplink/downlink
Collegamento tra piattaforme orbitanti e centri decisionali.
Valore strategico: accelerazione decisionale; resilienza C2.
Infrastrutture energetiche
Funzione: sicurezza energetica, stabilità forniture, leverage geopolitico.
- Nodi di ingresso gas e petrolio
Raffinerie, hub di stoccaggio, terminali.
Valore strategico: controllo dei flussi nel Mediterraneo. - Produzione e distribuzione elettrica strategica
Snodi che garantiscono continuità a basi e reti civili.
Cavi sottomarini e dorsali in fibra ottica
Funzione: traffico dati transcontinentale, cloud, comunicazioni militari e civili.
- Approdi di cavi intercontinentali
Collegano Europa, Africa, Medio Oriente.
Valore strategico: chi controlla il nodo controlla il flusso. - Dorsali terrestri ad alta capacità
Interconnessione con data center e reti nazionali.








